SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
La musica è una matematica che s’ignora.

Gottfried Wihelm Leibniz

Scolpire la musica

Domenica Regazzoni

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"La musica, così come la scultura, definisce e fa emergere le cose".
 
Così Domenica Regazzoni spienga la genesi della mostra "Scolpire la musica" allestita fino al 9 novembre al Museo della Musica di Bologna.
 
La mostra, curata da Martina Corgnati, è stata realizzata con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna e del Comune di Bologna Cultura e rapporti con l'Università.
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E' l'esigenza di elaborare il lutto del padre liutaio che fa emergere l'esigenza di fondere in bronzo fondi di violini, moltiplicare le chiocchiole all'infinito, spaccare le sagome per fare emergico il cuore materico del suono. Domenica Regazzoni applica le tecniche di composizione musicale, sovrapponendo, giustapponendo, ritornellando le forme e scegliendo i materiali, bronzo e legno, come timbri.
 
"Il mio lavoro non nasce per cercare la musica ma per trovare mio padre, attraverso quello che mi è rimasto del suo lavoro - spiega l'artista - non è il suono ad ispirarmi ma la materia da cui nasce il suono". E tuttavia poi questa materia ri-composta riesce ad evocare una suggestione vibrante.
 
Non è la prima volta che nella poetica della Regazzoni si ritrova la musica, da ragazza impara a suonare la chitarra e realizza le mostre "Colore Incanto" e "Regazzoni&Dalla" ispirate alle canzoni di Mogol e di Lucio Dalla. Ma è questa collezione la più vibrante, quella in cui la forma, invertendo il percorso suggerito dalla scrittura automatica e da tanta musicoterapia, diventa suggestione muta e quindi evocativa del suono im-possibile.
 
In alcune delle composizioni dell'artista valsassinese si ha la sensazione vorticosa di uno spazio che determina il suono. Nelle grandi sculture omaggi a immaginari e astratti contrabassi si può immaginare un vento che fa vibrare suoni mai ascoltati.
 
"Il violino spaccato" che, in una riproduzione di 5 metri, allestirà una piazza di Budapest, ha in se l'anima del virtuosismo, della schizzofrenia, del protagonismo diabolico che sono l'essenza dell'immaginario di questo strumento. L'opera della Regazzoni è una suggestione sonora muta e per questo vi invitiamo ad ascoltarla
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Il catalogo bilingue, a cura di Martina Corgnati è edito da Skira. Contiene testi di Martina Corgnati e Gillo Dorfles e cenni critici di Silvia Evangelisti, Domenico Montalto e Mario Pasi


Museo Internazionale e Biblioteca della Musica

Strada Maggiore, 34
Bologna
Ingresso gratuito


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