SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
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Galileo Galilei

Mozart e la vigna

Al Paradiso di Frassina si sperimentano le frequente che fanno bene ai vigneti

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Il potere vivificante del suono la sua capacità di incidere nella nostra realtà è tale da coinvolgere anche la vigna. Lo sta dimostrando in collaborazione con Bose, il dipartimento di neurobiologie vegetali dell'Università di Firenze, coordinato dal prof Stefano Mancuso. Il tutto è nato da una idea di Carlo Cignozzi, proprietario di Al paradiso di Frassina, già socio e legale del consorzio del Brunello di Montalcino che a circa 60 anni abbandona la professione di avvocato per dedicarsi alla vigna. Sulla base di studi agronomici cinesi degli anni '50, Cignozzi decide di impiantare nel suo vigneto in val d'Orcia un sistema di diffusione sonora. "Fidandomi di una intuizione ho iniziato a diffondere musica classica nella vigna musica attraverso un altoparlante, - racconta Cignozzi - Quasi immediatamente come se si trattasse si un effetto Mozart si è manifestato nel vigneto attraverso un marcato aumento della fogliazione e un generale miglioramento delle condizioni vitali delle piante!"

 

Dopo le mucche del Wisconsin e il mais del Canada, anche le vigne del podere Al Paradiso di Frassina ( val d'Orcia, Toscana), confermano che gli umani non sono gli unici esseri del pianeta ad apprezzare la musica. Al di là dei risultati la ricerca indica chiaramente che anche le piante sono influenzate dall'ambiente sonoro. "Un mutamento del suono - dice Mancuso - indica inequivocabilmente un cambiamento nel paesaggio e quindi nelle condizioni di vita della pianta". Altri studi avevano mostrato come le piante preferissero Mozart e Haydn a Wagner. Il motivo, credo, possa essere sempre lo stesso una minore o maggiore aderenza delle composizione alla sequenza di Fibonacci e al rapporto armonico. Tutto ciò che è corrispondente a questo modello di proporzione  risulta attrattivo e riequilibrante non solo per gli uomini ma anche per le piante.

 

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Nel 1973 Peter Tompkins e Christopher Bird nel libro "La vita segreta delle piante" descrissero gli esperimenti di T.C. Singh, uno studioso di storia antica e di filosofia dell'India, il che era anche a capo del dipartimento di botanica dell'Università di Annamalai, a sud di Madras.

Singh lavorò sulla Impatiens balsamina in un laboratorio. E si rese conto una volte interrate all'aria aperta  le "balsamine" sottoposte a terapia musicale avevano in media generato un 72% di foglie in più  di quelle curate normalmente, e la crescita era stata maggiore del 20%.

"Gli studi effettuati ci dimostrano che le piante sono sensibili alle vibrazioni del suono - spiega Stefano Mancuso - Ci sono frequenze più gradite verso le quali le radici inequivocabilmente si orientano  mentre altre frequente risultano assolutamente repellenti".

 

La ricerca si articola sul campo e in laboratorio. Il fondo di circa 2 ettari è stato diviso in due zone, di cui una sonorizzata con musica di Mozart trasmessa da altoparlante. "La musica è un espediente per camuffare le frequenze che ci interessa sperimentare. La musica di Mozart è particolarmente indicata perché il suo spettro sonoro è ricco di quei suoni che risultano graditi alla pianta. In laboratorio invece lavoriamo sulle singole frequenze per cercare di capire quali stimoli la pianta riceve dalla vibrazione sonora". La ricerca sembra perciò confermare il nesso tra suono e vita già studiato anche in tempi antichi da Platone, Pitagora e negli antichi libri sapienziali indiani.

Nel 2007 grazie ad un passaggio della notizia nel popolare programma USA "Good Morning America". Amar Bose, ingegnere indiano, guru del sound design, proprietario della omonima azienda, si interessa al progetto italiano e decide di investire nella ricerca.

 

"Il nostro motto è "better sound through research" - dice Paolo d'Innocenzo responsabile del canale vendita professionale Bose -  e questa esperienza ne "Al Paradiso di Frassina" potrà aprire nuovi interessantissimi scenari nel mondo dei suoni. Abbiamo fornito 53 diffusori posizionati 50 cm sopra la linea delle vigne  e direzionati verso il basso. Si tratta di un modello speciale  chiamato enviromental capace di una particolare resistenza agli agenti atmosferici,  questi altoparlanti, infatti, diffondono musica per 24H al giorno sette giorni su sette senza nessuna perdita di qualità".

 

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L'esperimento  si concluderà nel 2012 e fino ad allora non sarà possibile avere indiscrezioni sulle combinazioni di frequenze costruttive. Certo è che gli studi attuali consentono di accertare una corrispondenza tra crescita e frequenza segnalando un aumento della "energia della pianta". Germinazione e fotosintesi aumentate, pampini più lunghi, aumento di concentrazione zuccherina negli acini e incremento di antociani  e polifenoli. Il dato più interessante della ricerca è infatti la manifesta diminuzione dei parassiti e delle muffe dalla vigna. "Non sappiamo ancora qual è  il motivo di questo fenomeno, - dice Mancuso - se i parassiti sono infastiditi dal suono o se la pianta grazie allo stimolo sonoro aumenta le difese immunitarie. Per adesso pensiamo che la pressione della vibrazione sonora influenza i canali meccano sensibili presenti sulle cellule vegetali che modificano il flusso ionico della catena segnalatoria che, crediamo, possa portare ad una modifica del metabolismo."

In questo momento la ricerca si orienta verso una nuova fase  che si realizza con l'applicazione in una piccola parte del campo di diffusori direzionali Bose in grado di garantire una pressione sonora concentrata a pochi metri sulla vigna che consentiranno di avere un maggiore controllo delle vibrazioni e verificare la precisa relazione tra frequenza e crescita della vigna.

 

Il sogno di Carlo Cagnozzi raccontato nel libro appena pubblicato da Rizzoli "L'uomo che sussurra alle vigne" è la biosonorità,  l'idea cioè che l'agricoltura del futuro più prossimo possa essere a impatto zero, sostenuta solo dall'energia del suono che le protegge le piante dagli attacchi dei parassiti e delle muffe e le vivifica.

 

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