SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
L'unica autentica musica è sempre esistita nei rumori della natura. Il suono armonioso del vento negli alberi, il ritmo delle onde marine, il timbro delle gocce di pioggia, dei rami spezzati, dell'urtarsi delle pietre, dei vari gridi di animali costituiscono per me la vera musica.  

Oliver Messiaen

Il mantra ovvero la vibrazione sacra

Coltivare il paesaggio sonoro interiore

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La centralità del suono nella vita dell'hindù trae origine dalla cultura indovedica che ne ha elaborato una teoria approfondita, i Veda sono testi musicali creati per essere cantati e recitati. Il discorso sui mantra ci riporta all'antica tradizione filosofica e spirituale del nada yoga secondo cui l'intero universo, compresi gli esseri umani, è il prodotto dell'energia sonora in movimento. Il suono è potenza creatrice dell'universo che è generato dalla vibrazione cosmica, simboleggiata dal mantra per antonomasia l'Aum da cui derivano tutti gli altri mantra. In India il cantante o il musicista è prima di tutto un maestro spirituale.

Nella cultura indiana, contrariamente alla nostra che non pone particolare attenzione al suono, la recitazione dei mantra accompagna quotidianamente l'hindù iniziando dalla preghiera del mattino, che è ancora praticata da milioni di indiani, con la recitazione dell'antico gayatri-mantra.

Il suono prodotto dalla recitazione dei mantra genera vibrazioni che pervadono tutto il nostro corpo consentendoci di aprire i chacra e raggiungere mentalmente sattva: l'equilibrio, la luminosità, e la stabilità.

La parola mantra è composta dai termini sanscriti manas, mente, e trayati, liberare e significa protezione e liberazione dai pensieri negativi. La pratica della recitazione dei mantra s'inserisce nel sesto anga dello yoga, dharana, (lo yoga è costituito da otto angas, stadi o membra), la concentrazione della mente su un unico oggetto: la mente si focalizza su un solo punto e non si lascia distrarre da altro. Dharana prepara all'anga successiva dhyana lo stato di meditazione vero e proprio.

 

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Attraverso la ripetizione dei versi, slokas, si distende il diaframma e si allunga l'espirazione, inoltre lo yoga del suono è collegato alle nadi che sono i canali attraverso cui passa il prana, l'energia vitale. Le nadi principali sono tre: pingala la nadi del sole, nasce dal plesso solare e corrisponde al sistema nervoso simpatico, termina nella narice destra. Ida la nadi della luna, nasce dal cervello ed è collegata al sistema nervoso parasimpatico, termina nella narice sinistra. Il terzo canale di passaggio dell'energia e di irradiazione dell'energia a tutto il corpo è Sushumna, il più importante dei tre canali. Da esso passa l'energia prodotta da pingala e Ida, l'unione dell'energia prodotta da queste due nadi crea un'energia diversa che corrisponde al sistema nervoso centrale. Questa energia è energia spirituale e pienamente attivata ci permette di risvegliare Kundalini. Attraverso il suono, mediante le vibrazioni che sono energia pura, si ripuliscono i canali per consentire al prana di fluire liberamente e predisporci serenamente alla meditazione. Dobbiamo rilevare l'aspetto meditativo relativo alla recitazione dei mantra: il mantra crea un solco mentale positivo, le vibrazioni benefiche che la voce produce creano delle frequenze positive che purificano la mente dalle vrtti, i pensieri negativi che ostacolano il cammino verso la meditazione, e alimentano le energie spirituali necessarie a percorrere il sentiero evolutivo. Nella tradizione indiana la recitazione dei mantra da conforto e sostegno nei momenti di sofferenza e incoraggia il cammino spirituale nei momenti di serenità. Essi possono essere utilizzati sia per scopi pratici, per ottenere benefici, in questo caso rientrano i mantra curativi, che devono essere dati dal maestro altrimenti non hanno nessun effetto, sia per fini puramente spirituali.

 

 

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La recitazione dei mantra può essere un modo per ritrovare equilibrio e benessere attraverso la liberazione dell'energia, che sovente non riusciamo ad utilizzare appropriatamente e che finisce per bloccarsi dentro di noi causando malumori, ansie e stress. Le frequenze prodotte dalle vibrazioni ripuliscono la nostra mente dalle negatività con cui quotidianamente dobbiamo confrontarci consentendoci una maggiore concentrazione e capacità di interiorizzazione.

L'esperienza di cantare insieme con altri, lo scambio delle vibrazioni prodotte dalle voci e dal suono degli strumenti musicali, donare energia e ricevere energia è certamente gratificante e divertente senza implicare necessariamente scelte di tipo spirituale o religioso. Le divinità a cui i mantra si rivolgono, secondo gli yogi, equivalgono a figure archetipiche universali che fanno parte dell'interiorità di ognuno. Esemplificativi sono i mantra dedicati all'energia femminile, come lo Shakti- mantra, proprio del Kundalini yoga, dedicato alla dea Shakti la madre divina che simboleggia l'energia in quanto potere creativo.

Se vogliamo andare alla scoperta di noi stessi, possiamo provare, perché no, a percorrere sentieri alternativi e poco conosciuti e attraverso il suono far emergere il nostro sé più profondo e magari, chissà, riusciremo a risvegliare, finalmente, Kundalini!

Provateci e Om Shanti, Shanti, Shanti a tutti.

 

 

 

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