SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
Preoccupati del significato, e il bel suono verrà da sé.

Lewis Carroll

Dal Cosmo Sonoro al Corpo Sonoro

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Si è chiuso il percorso sulla cosmologia sonora, al Teatro Comunale di Bologna, con le due interessanti conferenze di primavera. I relatori hanno guidato i partecipanti (pochi, ahimé!) dalla polifonia delle sfere celesti, con Leonardo e Keplero, alla melodia della gravità, con Vincenzo Galilei e Newton e Rameau.

Nel primo incontro il professor Fabbri ci ha introdotto nel mondo musicale di Vincenzo Galilei (1520 - 1591), padre del più noto Galileo Galilei.

Vincenzo Galilei è stato un importante musicista e teorico della musica, ha contribuito alla nascita della musica barocca, autore di musica strumentale, liutista, studia a Venezia con Gioseffo Zarlino, il più importante teorico musicale, modello per gli studiosi di musica dell'epoca. L'incontro decisivo è con Girolamo Mei che lo istruisce sulla musica degli antichi. Mei, storico e letterato, scrisse il trattato De modis musicis antiquorum, mai pubblicato, intrattenne con Galilei un ricco scambio intellettuale, fondamentale per la realizzazione del nuovo stile musicale che si sviluppò a Firenze alla fine del'500. Il nuovo stile recitativo da cui si è sviluppata la monodia, il primo dramma musicale e l'opera lirica.

L'intento di Galilei è il recupero dell'unità monodica della melodia, concentrare l'armonia del suono in un'unica linea anziché farla esplodere in più linee. La musica moderna è, ormai, mero diletto, compiacimento per l'orecchio perché polifonica, il mescolamento di linee melodiche diverse svilisce la musica. Il fine di Galilei è di ritornare alla musica degli antichi, alla monodia che è la musica della gravità: per recuperare l'espressività della musica si deve tornare a ciò che precede la musica, al suono che si è prodotto prima di qualsiasi melodia, la parola. Galilei invita a riscoprire la musicalità della parola, cogliere la sonorità quotidiana, la natura dei suoni di cui l'essere umano è protagonista e indagarne le capacità, le possibilità, ma anche le leggi. Interessante l'esempio riportato dal professor Fabbri sulle differenziazioni del tono dei suoni in Italia, al nord della penisola troviamo suoni gravi che vanno innalzandosi man mano che si scende, fino ad arrivare in Sicilia dove ci sono i suoni più acuti.

Il professor Dragoni ha trattato l'argomento dall'ambito scientifico evidenziando le importanti scoperte di Vincenzo Galilei nel campo della fisica acustica. Interessante il rapporto tra padre e figlio rispetto alle scelte del celebre figlio, ad esempio la critica all'auctoritas in relazione alla strenua difesa della libertà di indagine e di ricerca. Secondo Galileo lo strumento musicale è uno strumento scientifico, le relazioni musicali sono definite matematicamente e questo principio ha influenzato le sue scoperte sull'oscillazione del pendolo e sulle leggi dell'inerzia, non dimentichiamo che all'epoca dello scienziato pisano il pendolo è uno strumento di misurazione del tempo, il metronomo è stato scoperto nell'ottocento. Galileo stabilisce le leggi e le proprietà del pendolo e coglie le armonie e le simmetrie del cosmo.

Se il cosmo di Vincenzo e Galileo Galilei è ancora un cosmo sonoro riecheggiante armonia, qualcosa nell'ordine dell'universo inizia a vacillare.

Il dubbio che sia la terra a girare intorno al sole e non viceversa sta per diventare certezza, la scoperta copernicana rivoluzione, un nuovo modello sta per prendere il posto dell'antico. A scapito di vite umane e di enormi sofferenze si va affermando un nuovo paradigma, non mi voglio dilungare sui problemi di Galileo con l'inquisizione o sulla condanna al rogo di Giordano Bruno, ma penso valga sempre la pena di sottolineare che una scoperta scientifica che noi oggi diamo per scontata, che ci sembra ovvia e banale è riuscita ad affermarsi grazie alla lotta di uomini che hanno perso la vita o sono stati costretti sotto la minaccia di torture ad abiure infamanti.

Nel rinascimento si tenta di ristabilire l'antico legame tra musica e cosmologia con il neopitagorismo che riprende l'antico concetto dell'armonia celeste. Le armonie musicali celano e allo stesso tempo rappresentano le armonie che si ritrovano nella natura, l'armonia del corpo umano per fare un esempio. Nel'600 questa concezione di stampo pitagorico lascia il posto ad una rappresentazione meccanicistica dell'universo mutuata dalla filosofia razionalista dominante in questo secolo (pensiamo a Cartesio).

Nel'500 la rivoluzione copernicana è preludio di quella che è definita la rivoluzione scientifica e che ha tra i suoi maggiori protagonisti Isaac Newton (1643-1727) con il suo testo simbolo Philosophiae naturalis principia matematica, pubblicato nel 1687, dove illustra la legge di gravità. Scoperta rivoluzionaria questa di Newton che segnerà un ulteriore cambiamento di visione del mondo e che influenzerà, inevitabilmente, anche l'ambito musicale.

Le armonie celesti lasciano il posto al suono gravitazionale: la cadenza perfetta è solo quella che va verso il basso (la forza di gravità che ci riporta verso la terra...). Il soggetto della nuova armonia è la gravità.

Il musicista, scelto dal professor Bianconi, la cui opera può essere presa ad esempio per questo nuovo modello di armonia è Jean-Philippe Rameau (1683-1764). Ci sono stati contatti anche se solo ideali tra Rameau e Newton, con loro i confini tra scienza e musica si dividono, divisione che inizia nel'600 e si afferma radicalmente nel'700, secolo in cui la musica si radica nell'ambito dell'arte allontanandosi definitivamente dall'ambito scientifico. Rameau è forse l'ultimo grande musicista a produrre trattati di tradizione razionalista.

Il cosmo sonoro lascia definitivamente il posto al corpo sonoro: vibrando un qualsiasi corpo sonoro produce oltre che alla nota fondamentale una serie di suoni, i così detti armonici, con dinamica e inviluppo propri, che vanno a costituire il timbro della nota. Questo concetto introdotto da Rameau in un trattato del 1727 porterà il musicista a elaborare una nuova concezione dell'armonia.

Le conferenze organizzate dal Teatro comunale sono state tutte molto interessanti e di stimolo ad un maggior approfondimento delle tematiche illustrate. Purtroppo però il tempo a disposizione per gli interventi degli esperti è stato troppo esiguo costringendoli, a volte, ad un'estrema sintesi a scapito della chiarezza e della comprensione, specialmente per chi non è un esperto di musica, ma magari solo un appassionato che da questi eventi desidera ampliare il proprio bagaglio conoscitivo.

Troppi contenuti in poco tempo e in alcuni casi eccessivo "tecnicismo" da parte degli esperti, correndo il rischio di allontanare il pubblico non competente.

 

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