Tutti sanno che la locuzione "alla
bolognese" designa certe specialità culinarie note in tutto il mondo. Non tutti
sanno che la medesima locuzione sta anche ad indicare un metodo speciale e molto
complicato di suonare le campane. Oggi si fa fatica a sentire il suono delle
campane cittadine. Il rumore di fondo delle città sovrasta spesso quello di
questi bronzi. Inoltre in molte chiese invale l'uso di servirsi di meccanismi
che non solo sostituiscono il campanaro, azionando le corde al tempo e con il
ritmo stabilito ma a volte anche le stesse campane surrogate da riproduzioni di carillon.
"Quello delle campane è un messaggio, un annuncio di uomini ad altri uomini. -
dice Mirco Rossi - Un messaggio così importante non può essere ciclostilato ma
va vergato a mano. Il riproduttore meccanico è solo un timer". Succeduto al Cesarino Bianchi, oggi
presidente onorario, Mirko Rossi, appena quarantenne, è il presidente
dell'Unione Campanari bolognesi. "L' associazione è stata fondata nel
1912, attualmente abbiamo 384 soci e non siamo gli unici sul territorio. L'arte
campanaria è una tradizione molto sentita a Bologna".
Non ci sono crisi di
vocazioni?
Abbiamo vissuto un vuoto grave
attorno agli anni '80 e '90 poi, grazie anche agli sforzi dei campanari nel
coinvolgere sempre più persone la situazione si è positivamente evoluta. Quando
ho iniziato io 26 anni di coetanei ne avevo pochi Oggi le parrocchie di Longara,
Mezzanino, Pieve di Budrio, Monghidorio hanno squadre di campanari
con un'età media al di sotto dei
trent'anni.
Quali sono le
caratteristiche che deve avere un campanaro?
Anzitutto una grande passione. Suonare le campane alla
bolognese è difficoltoso anche da un punto di vista tecnico fisico. I primi
risultati si vedono dopo un anno. Portare in equilibrio instabile le pesanti
campane di bronzo non è facili. Le mani sono ormai poco abituate alla fatica
fisica devono abituarsi allo sforzo e al contatto con le corde che sono ancora
di canapa e sfregano sulla pelle .. lasciando il segno. Ma poi passa.
Cosa vuol dire,
esattamente suonare alla bolognese?
Si tratta di una tecnica sviluppata a Bologna
alla fine del ‘500 e che consiste nel porre la campana in condizione di
eseguire un solo suono ritmico preciso.
Con questo metodo le campane non
suonano in maniera caotica e occasionale ma secondo una partitura musicalmente
semplice ma precisa. Abbiamo due sistemi il doppio a Trave e il doppio a
ciappo. Nel primo caso i campanari salgono sulla sommità del campanile e si
posizionano in piedi sopra i travi di legno che reggono le campane.
La campana
viene ribaltata in posizione di equilibro instabile e il campanaro prendendo la
campana con le mani le imprime una rotazione di 360° poi rimettendola in
posizione di equilibrio instabile la blocca dalla parte opposta producendo così
un solo suono.
L'ordine regolare e ritmico delle quattro campane
precedentemente accordato dalla squadra costituisce il tipico suono del doppio
Bolognese
E il doppio a ciappo?
Nel
doppio a ciappo, ovvero a corda,
- sui campanili la lingua ufficiale è il dialetto - il campanaro sta sulla cella campanaria ma
questa volta sul ponte sottostante la campana.
Con l'ausilio di una corda porta
la campana in equilibrio instabile, la campana poi passa a una spanna dalla sua testa e produce
un suono detto scappata, poi si fa i doppio imprimendo il giro di 360° e poi,
sempre ritmicamente e in ordine successivo le campane vengono portate alla
posizione di fermo, la cosiddetta calata.
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Come è nata questa tradizione?
La cappella musicale di S. Petronio gareggiava
con la cappella Santa Cecilia in Roma. I bolognesi perciò, pensarono di
codificare assieme alla musica degli organi anche quella delle campane mettendo
a punto una tecnica che consentisse alle campane di emettere un solo suono.
La
cosa piacque molto ai cittadini. Successivamente la chiesa cattedrale non volle essere da meno e armò le sue
campane in maniera da poter essere suonate secondo la nuova tecnica. Nel 1800 i
territori di Modena, Ferrara, Imola e Faenza erano investite di questa
tradizione che poi iniziò a decadere nel secolo successivo.
Oggi qual è la situazione
Le cose
migliorano. Due restauri del duomo di Ferrara, ad esempio hanno coinvolto anche
la torre campanaria affinché il Giorgione, questo è l'appellativo della campana
più grande, e le sue sorelle possano tornare ad essere suonate a mano e alla
bolognese.
Anche le campane di San Petronio hanno un nome proprio?
Quello di dare un nome alle campane è
un'abitudine non diffusa tra tutti i campanili.Sono famosi i nomi delle campane
di Notre Dame a Parigi. In san Petronio le campane hanno nomi generici sola la
mezz'anella è detta scolara perché un tempo dava il segnale dell'inizio delle
lezioni.
Quanto pesa una campana?
Il peso varia in ragione delle dimensioni e
della lega utilizzata. In san Petronio la grossa pesa solo 20 q
Solo?
Si. Nella cattedrale la più grande pesa 3 tonn
e 3 quintali ed è la più grande campana azionata a mano del mondo. Del resto su
questi campanili non esiste alcuna
traccia di meccanismo. Sono esattamente come le posizionarono i montatori
sull'originale trabeazione in legno di quercia fissate con l'ausilio di cunei
dello stesso materiale e senza viti.
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Come si diventa
campanaro?
Andando a bottega. Una persona che senta il desiderio di
provare inizia a frequentare il campanile, così inizia ad affiancarsi alla
squadra e ad imparare i segreti del doppio. Ci sono anche le scuole. A Pieve di
Cento con la collaborazione del comune e tutti i lunedì dalle 20 alle 22 c'è la
possibilità di partecipare alle lezioni. A Monghidoro c'è una specie di
palestra con 4 campane montate per poter allenare i giovani . Poi facciamo
anche le gare.
Allora dovrete
allenarvi?
L'esercizio
è molto importante. Sia per il senso del ritmo personale sia per affinare il
gioco di squadra. Ci troviamo nelle parrocchie di montagna un po' isolate. Poi
facciamo i tornei con 4 categorie a
seconda delle difficoltà. Da noi vige l'autopromozione ogni squadra, quando si
sente pronta, si prende la
responsabilità di passare avanti ma deve
fare attenzione perché non può tornare indietro
Molto sportivo. E ci
sono donne?
Le squadre sono fatte soprattutto da uomini ma le donne non
sono escluse a priori. Sin dall'inizio la torre è stata aperta a uomini e
donne. Nella famiglia Maggi, che sono
stati campanari dal ‘700 al ‘900, molte donne si sono prodigate
nell'arte di famiglia. Certo ce ne sono poche ma ho visto ragazze gestire
splendidamente campane del peso di 8 quintali.