SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
Preoccupati del significato, e il bel suono verrà da sé.

Lewis Carroll

Reggiolo: sonorizzazioni d’autore

Voci della luna

img

Immaginate di trovarvi in un piccolo paese nel bel mezzo della pianura padana, lontano dal mare, lontano dalla montagna, lontano dalla città.

Attorno soltanto campi, campi coltivati, campi arati e canali d'acqua, piccoli rigoli che si dipanano lenti e sinuosi tra queste terre afose d'estate e nebbiose d'inverno.

 

La nebbia: la grassa signora pesante e gravosa, ingloba in sé qualsiasi suono, qualsiasi voce e rumore questa terra produca.

Si immagini allora di trovarsi d'un punto nel bel mezzo di un parco, la nebbia non ci permette di capire esattamente dove ci troviamo, ma individuiamo le sagome rinsecchite e pungenti di alti alberi secolari.

 

Tutt'un tratto una musica dolce e nostalgica pervade l'aria, pervade gli alberi, ogni spazio fisico e mentale e la nebbia stessa. La musica aleggia elegante e leggera in una perfetta sintonia con quello che la circonda.

img

Le musiche sono quelle di Nino Rota, la colonna sonora di Otto e Mezzo (1963), che gli valse il Nastro d'Argento come miglior colonna sonora. Il parco è il signorile giardino di Villa Sartoretti, palazzo settecentesco posto al centro della piazza principale di Reggiolo (Reggio nell' Emilia). L'effetto è di una fortissima reminescenza onirica, caratteristica delle musiche di Rota e delle immagini filmiche di Federico Fellini.

La sonorizzazione del parco di Villa Sartoretti prese il via in occasione della visita di Riccardo Muti, che aveva appena riproposto in due album le musiche di Rota (Nino Rota 1911-1979 ).

Come è noto, Fellini girò a Reggiolo alcune scene del suo ultimo film "La voce della luna" (1990), tratto dal romanzo di Ermanno Cavazzoni "Il poema dei lunatici": E' il film in cui Fellini più esplicitamente denuncia la sua fede assoluta nella dimensione allucinata e favolosa del soprannaturale. Meno noto è invece l'albero genealogico di Nino Rota, nipote di Giovanni Rinaldi, compositore reggiolese, vissuto nella prima metà dell'ottocento.

In entrambi i casi, un filo rosso, una radice profonda ma comune, lega indissolubilmente i due grandi artisti a questa terra inospitale, cruda ma anche ricca di fascino e di profonda, stralunata umanità. In entrambe le poetiche artistiche è l' straniamento onirico che sembra raccontare al meglio la sensibilità di queste terre.


img

La sonorizzazione del parco di Villa Sartoretti riprende quel filo rosso, ripropone una sublimazione di questo sentire, creando un soundwalking, una passeggiata sonora che permette ad ognuno di potersi immergere, globalmente, in un'atmosfera assolutamente magica.

Un suono può veicolare emozioni, ricordi, sensazioni. Una musica, se diffusa in un parco, nel silenzio totale, tra il verde di alberi secolari si trasforma così in un'esperienza multisensoriale che meglio di qualsiasi altra tecnica di ascolto può permettere di vivere appieno, anima e corpo, la musica.

Articoli correlati: