SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
L'architettura è musica nello spazio, una sorta di musica congelata.

Friedrich W. Joseph von Schelling

Il cosmo sonoro a Bologna

Le armonie celesti al Teatro Comunale

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Si è concluso, per il mese di marzo, il ciclo di conferenze, Il Cosmo Sonoro, organizzato dal Teatro Comunale di Bologna nell'ambito del progetto l'Altro Comunale.

Plaudiamo a quest'iniziativa stimolante del Teatro che promuove la musica a tutto tondo ed offre ai cittadini un approfondimento teorico e filosofico poco praticato rispetto ad altre forme di cultura musicale di più immediata fruizione.

Nel primo incontro tenutosi il 3 marzo protagonista è stato Leonardo da Vinci, ricchi i riferimenti mitologici illustrati da Fabrizio Festa, organizzatore degli eventi, rispetto al concetto di armonia cosmica intesa come ordine o organizzazione finalisticamente regolata dell'universo. Il mito racconta che la dea Armonia è figlia di Ares il dio della guerra e di Afrodite la dea dell'amore, per questa sua ascendenza Armonia simboleggia la capacità di conciliazione degli opposti, l'arte di combinare ciò che originariamente è dissonante. L'armonia cosmica si riflette emblematicamente nella musica che per Platone è disciplina fondamentale per la formazione del buon cittadino, insieme alla ginnastica, in quanto educa all'amore del bello, che nella filosofia platonica coincide con il bene. Questa la parte introduttiva per arrivare al '400 e ‘500 e a Leonardo da Vinci uno dei protagonisti più rappresentativi del Rinascimento, interprete massimo del cosmo unitario e ordinato, espressione di bellezza e armonia.

L'intervento del professor Giorgio Dragoni docente di didattica e storia della fisica si è incentrato soprattutto su Leonardo scienziato lasciando poco spazio al Leonardo musicista. Dal 1482 al 1500 Leonardo si stabilisce a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro come maestro di musica, abile nel canto e nell'esecuzione musicale, stupisce la corte di Milano portando con sé una Lira d'argento da lui progettata e costruita a forma di teschio di cavallo per rendere meglio il suono dello strumento. La lira è, nella mitologia greca, il primo strumento musicale inventato da Hermes, figlio di Zeus, che trovata in una grotta una tartaruga la uccide e applica nel carapace sette corde di budello di pecora creando il primo strumento a corda. Hermes regalò la lira ad Apollo, in epoca classica la lira è simbolo delle virtù apollinee di armonia e ordine in contrapposizione al flauto simbolo di Dioniso dio dell'ebbrezza e del caos. Leonardo ha realizzato anche un organo idraulico, che pare sia stato ispirato dalla fontana della pigna a Rimini che zampillando dava origine a dei suoni.

La letteratura su Leonardo musicista è piuttosto scarsa e sul primato di Leonardo pittore sul Leonardo musico ha posto l'accento il professor Paolo Gozza docente di musicologia e storia della musica. Leonardo afferma che la musica è sorella minore della pittura, il fine della musica è la bellezza, ma la bellezza prodotta dalla musica è soggetta al tempo, è peritura, i suoni nascono e muoiono al contrario della pittura che rimane nei secoli ed è questo perdurare eterno della pittura che secondo Leonardo la rende superiore alla musica.

 

A mio parere più interessante è stato l'incontro del 17 marzo sull'opera di Keplero Hamonices Mundi (Le armonie del mondo) pubblicato a Linz nel 1619. La Dottoressa Anna Maria Lombardi autrice del libro Keplero- una biografia scientifica ha evidenziato come nel pensiero dell'astronomo tedesco la musica ha un ruolo fondativo. L'idea che nelle sfere celesti esiste musica precede Keplero, il matematico greco Nicomaco, di ispirazione pitagorica, rappresenta l'universo come immagine di una lira. L'armonia delle sfere celesti è un concetto diffuso tra i filosofi greci e del medioevo, la teoria della musica dei cieli era condivisa non solo tra i filosofi, ma anche tra gli astronomi che ne fecero largo uso per i loro studi. Come ha sottolineato la dottoressa Lombardi: "la ricerca di una teoria astronomico-musicale ha una lunga tradizione, che ha origine nella teoria aristotelica delle sfere celesti e che, ai tempi di Keplero, si esprimeva nel tentativo di descrivere l'universo come un monocordo, così che le distanze dei pianeti, del Sole e delle stelle dalla Terra fossero messe in relazione con la lunghezza di un accordo musicale". Keplero approfondisce il concetto andando alla scoperta di quest'armonia universale e trovando parallelismi e similitudini tra l'ambito musicale e quello astronomico.

L' Hamonices Mundi è il testo dove Keplero approfondisce la propria concezione musicale ed è in questo saggio che è formulata la sua terza legge astronomica ispirata proprio dagli studi di teoria musicale che lo persuasero della coincidenza tra l'armonia della musica e dei moti celesti.

Secondo Keplero ad ogni pianeta corrisponde una nota musicale e visto che l'orbita compiuta dai pianeti è ellittica e non circolare, come afferma la sua prima legge, secondo la velocità che il pianeta impiega a percorrere l'orbita cambia anche il suono della nota corrispondente.

Esemplificativo di quanto detto il filmato creato dal grafico Massimo Mogi Vicentini insieme alla dottoressa Lombardi e Arcangelo Di Donato che si è occupato della parte musicale. Il filmato riproduce il concetto espresso da Keplero nel V libro dell'Hamonices Mundi riguardo all'orbita compiuta dai pianeti e il suono prodotto dalla rispettiva nota, rappresentando la sua idea di musica dei cieli.

Il professor Gozza ha concluso l'incontro soffermandosi sull'immagine dell'universo pensato come uno strumento musicale monocordo, così come il cosmo è musicale e risuona della propria armonia anche l'uomo prodotto di questo universo è musicale, e proprio come uno strumento musicale deve "accordare" se stesso per essere in armonia con sé con gli altri e con l'universo che abita.

Arrivederci ad aprile per i prossimi incontri!

 

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