Festival Rinascimentale di FerraraIl Festival di Musica Rinascimentale rimarca l'identitĂ sonora di Ferrara
Il Festival Internazionale di
Musica Rinascimentale organizzato dal Conservatorio "G. Frescobaldi"
in collaborazione con il Comune di Ferrara, ci offre la possibilità di
affrontare da un ottica acustica la questione suoni/territorio e,
naturalmente, di parlare di Ferrara, una città che il R. Murray Schafer non
avrebbe esitato di definire con un paesaggio sonoro Hi-fi.
Passeggiando per le vie del
centro si sente ancora il sottile suono dell'aria tra le ruote delle
biciclette, qualche leggero scampanellìo e il riverberante zampillo delle
fontane del fossato del castello. Dati preziosi destinati a scomparire a meno
che un'amministrazione coscienziosa non si renda conto che essi sono
importanti quanto il Castello, la cattedrale di S. Giorgio e palazzo dei Diamanti.
Preziosi
non solo per la popolazione che vive in una atmosfera tranquilla, si muove
senza fretta ed è predisposta all'ascolto, ma preziosi anche per rimarcare l'identità
sonora della città e del territorio.
Possiamo immaginare, cioè, che questa città
possa trovare un'identità nella musica/suoni del Rinascimento (suoni non amplificati, naturalmente) così come ne trova una
identificazione negli affreschi dei suo
palazzi.
Il genius loci si nutre anche di
suoni, quello di Ferrara imbraccia un liuto a volte un flauto, anche se
non disdegna il jazz e la musica classica è di sicuro a suo agio tra tiorbe e
clavicembali.
Il Festival Intenazionale di Musica Rinascimentale in
programma per il prossimo weekend (16-17 e 18 Maggio) animerà la città
vivificando piazze, musei, chiese e palazzi storici.
"Abbiamo invitato
musicisti provenienti dalle migliori scuole di musica rinascimentale
d'Europa (King's College di Londra, Schola
Cantorum di Basilea, Conservatorio di Strasburgo, il Conservatorio Reale dell'Aja,
il Dipartimento di Studi Rinascimentali dell'Università di Tours, i Conservatori
italiani di Torino, Verona e Vicenza e
naturalmente il Complesso
Rinascimentale del Conservatorio di Ferrara, quale istituzione
ospitante)
- dice Giorgio Fabbri, direttore del conservatorio di Ferrara, -
affinchè siano le musiche composte ai tempi degli estensi, possano
essere rieseguite negli stessi spazi".
Una macchina del tempo che basta chiudere gli occhi per attivare: gli stessi
suoni con gli stessi riverberi. Solo la nostra percezione sarà diversa, ma del
resto è la condanna dei viaggiatori del tempo vedere/sentire le cose del passato
con gli occhi/orecchie del futuro e proprio per questo, tuttavia, riscoprirle come
fossero nuove.
I più precisi tra i miei 25 lettori, considereranno che anche i
musicisti che prenderanno parte al Festival non sono d'epoca. Tuttavia, senza
voler aprire un inciso sulla filologia musicale, dobbiamo pur sempre considerare
che si tratta di musici specializzati nell'esecuzione di questo repertorio e
nell'uso di questi strumenti.
Musicisti dall'Olanda (Royal Conservatorie
den Haag), rievocheranno i tempi i cui i grandi fiamminghi come Jacques de Wert,
Adrian Willaert erano di casa tra la nobiltà estense. La Schola cantorum di
Basilea eseguirà, nella chiesa di S. Antonio in Polesine, i vespri (purtroppo
senza la partecipazione delle suorine di clausura ).
Sabato e domenica alle ore 10 del
mattino, per gli amanti delle passeggiate
sonore le sale di palazzo Schifanoia saranno animate da musici. Questa
volta nessuno sarà bendato perché il gioco di suggestione acustica si gioverà della
sinergia della visione di quadri e affreschi. E' da credere che i bei dipinti dei Mesi
e financo le Virtù Teologali avranno modo di ricolorarsi risentendo i suoni della giovinezza.
Con questo Festival di Musica Rinascimentale,
Ferrara ritrova e rivaluta la sua impronta sonora, il suo audiomarchio
identificativo. "Puntiamo creare eventi sincretici in cui l'arte, la musica e
la tradizione si intreccino in un tutto unico che possa parlare alla città e
della città rinsaldando la considerazione delle sue eccellenze" ha detto in
conferenza stampa l'assessore alla cultura, Massimo Maisto.
La bella kermesse include anche
un banchetto con ricette d'epoca ma, assicurano gli organizzatori, ingredienti
moderni. Gli otorinolaringoiatri sostengono che quando si mangia le funzioni
uditive diminuiscono. I rinascimentali non erano d'accordo e animavano i
banchetti con musica, proprio come avverrà sabato sera nella suggestione del
loggiato della Palazzina di Marfisa d'Este. (Info e prenotazioni 0532 207412) .
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