Creare Paesaggi Sonoridi Luigi Agostini
Lulu.com 2007
Luigi Agostini ha recentemente ha pubblicato con lulu.com il libro Creare paesaggi sonori.
L'argomento è di carattere tecnico estetico, si parla di software, di
calcoli di fisica acustica, di istallazioni ma anche di considerazioni
che riguardano l'ambiente e le qualità propriocettive del suono.
Le
osservazioni di carattere tecnico offrono spunti di osservazione e
conoscenze molto importanti per chi intende approfondire questo
settore. Luigi Agostini, del resto è un esperto: direttore di A&G
Soluzioni Digitali, produce e distribuisce hardware e software
professionali per l'audio 3D multicanale.
Non pensiate, però di
trovare sigle astruse e calcoli astratti questo libro ha il merito di
unire consapevolezza tecnica a osservazione creativa espressi con
un linguaggio molto semplice e colloquiale.
Ed è, forse,
proprio per la voglia di scambiare idee e punti di vista, di alimentare
discussioni che di dare definizioni che Luigi Agosti condivide con i
lettori alcune conversazioni avute con sound designer, fisici,
musicisti di, come si dice in questi casi, altissimo profilo.
Sabino
Cannone, Darwin Chamber alias Mark Greenfild - sound engineeer di South
Park - Angelo Farina, Italo Lombardo, Francesco Michi Charlie Richmond,
Luis Siciliano, Angelo Talocci e Andrea Valassina: questa bella
carrellata di personaggi ci offre molteplici punti di vista sul
paesaggio sonoro.
Le conversazioni iniziano tutte con una domanda molto semplice,
sempre la stessa: "Con il termine paesaggio sonoro (Soundscape) R.
Murray Schafer identifica l'insieme di suoni e rumori che ci circonda
quotidianamente. Praticamente ogni composizione che faccia uso di un
ambiente, di musicae di rumori è un tipo di paesaggio sonoro. Sei
d'accordo con questa affermazione?"
Questa domanda, questo
unico tema trova, in ciascuna delle 9 interviste, risposte diverse che
portano la conversazione che segue verso nuovi lidi. E' come se uno
stesso suono fosse eseguito in sale dall'acustica differente.
Personalmente non sono d'accordo con la deduzione implicita nella
domanda. Le composizioni che fanno uso di ambienti sono simulazioni di
paesaggi sonori. Un perfetto soundesign di un colossal holliwoodiano mi
farà sentire un ideale sonorizzazzione di una tempesta ma il mio
paesaggio sonoro è fatto, anche, del rumore delle mandibole del mio
vicino che tritura pop corn e delle coppietta che sghignazza due file
più in là.
La provocazione è tuttavia, piccante, le
osservazioni che ne derivano sono sempre interessanti e come dice lo
stesso Agostini "come si fa a non avere dubbi" in una realtà in così
grande trasformazione?
In appendice una ricca bibliografia molto utile.
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