Quando suonavamo con le stelleDidattiche Aliene
Si chiamava Simon. Era prodotto dalla Milton Bradley ed era stato
inventato da Ralph Baer, il creatore della prima console per
videogiochi.
Alla fine degli anni settanta, quando
il pop ottanta si preparava strisciante, il Simon imperversava nelle
nostre case dopo aver invaso quelle degli americani, impadronendosi
delle menti di tutti i bambini. Un ultracorpo gentile, quasi
intelligente. Pareva un disco volante, tutto nero con quattro grandi
pulsanti pronti ad illuminarsi in sequenza, secondo una precisa
struttura melodica, che poi bisognava ripetere nello stesso ordine e
via, via diventava più complessa e veloce.
Le prime note
parevano quelle che gli alieni di Steven Spielberg, in "Incontri
ravvicinati del terzo tipo" (1977) usavano per comunicare con i
rumorosi e poco affidabili umani. E a noi pareva di imparare a parlare
con le stelle.
Lui si accendeva, suonava, noi pargoli
memorizzavamo, schiacciavamo, suonavamo e attraverso questo
apparecchietto ci salutavamo con alieni immaginari.
Era una
delicatezza pedagogica di altri tempi che ben si accompagnava alla
colonna sonora minimale dettata dai primi marziani di Spielberg al
pianeta terra. Poi verrà ET e il ribaltamento ermeneutico della Guerra
dei due mondi.
Al luogo comune cinematografico e post Yalta
del marziano rumoroso, invasore e alieno, veniva contrapposta una
figura più intelligente e pacifica della bestia uomo. Sono gli altri, i
diversi, gli alieni che cercano di comunicare con un codice tanto
delicato quanto universale.
La musica opposta al verbocentrismo
della società e del cinema dominante. Gli alieni arrivano sul nostro
pianeta quasi in punta di piedi, delicatamente acusmatici. Fuori
dall'inquadratura.
Suonano perfino quando dovrebbero far rumore. Le astronavi nel film
quando passano o atterrano emettono note, a differenza degli uomini che
sono sempre annunciati da rumori, sirene, motori. Non possono fare a
meno di far rumore loro quegli umani che sembrano così diversi dal
concetto di umanità. Non potevamo fare a meno di tifare per gli altri,
per gli alieni e di avere voglia di provare a parlare con le stelle
suonando il nostro Simon.
Dovevamo ancora subire il disincanto del relativismo culturale che ci
spiegava che la musica, perfino la matematica non esistono come codici
universali ma sono convenzioni legate a un popolo e ad una cultura.
L’incomunicabilità diventa la matrice di tutta una cinematografia anni
ottanta che ci regalerà esseri come Alien e Predator, legati a un
ferreo quanto profetico concetto di guerra preventiva, del tipo prima
ti squarto, ti mangio e poi mi chiedo se sei pericoloso.
Il Simon originale non è più in produzione. Hasbro commercializza
alcune varianti, tra cui un Simon da viaggio e uno più evoluto chiamato
Simon Trickster.
Del film Incontri ravvicinati del terzo tipo sono state editate ben tre
versioni: quella originale del 1977, mai distribuita in home video,
quella del 1980, "Special Edition", e quella del 1998, "Director's
Cut".
Alla fine del 2007 è uscito in DVD il cofanetto "30th Anniversary
Ultimate Edition", che per la prima volta le contiene tutte e tre.
|