QOOB TVDi questi tempi da canone imposto, in cui tutti siamo chiamati obbligatoriamente a finanziare la grande pornografia demenziale dei canali cosiddetti pubblici, come se li avessimo scelti, come se avessimo scelto di essere così, è bello scoprire navigando per la rete siti come QOOB.
Piccole particelle di luce che ci mostrano ciò che avremmo potuto essere senza il duopolio del nulla dominante o profezie di ciò che saremo dopo l'apocalisse salvifica del catodico imposto e del digitale per legge.
QOOB, non unico nel suo genere ma ben vengano quelli come lui, unisce nel suo spazio televisione e web, offrendo a tutti la possibilità di caricare i propri audiovisivi. Il navigatore è libero di guardare quello che vuole e i più cliccati vengono premiati con passaggi televisivi sul digitale terrestre e forse con qualche soldo. Pare l'acqua calda ma non è poco. Chiedetelo a qualsiasi sound visual artist, che non sia il cugino di qualcuno o l'amico degli amici del grande fratello.
La rivoluzione digitale in corso, con il consegente abbassamento dei costi di produzione, ha innescato un processo democratico di produzione audiovisiva, cui ancora non è corrisposto uno spazio espositivo, almeno in Italia. Certo non tutti quelli che possono permettersi una telecamerina, un mixer digitale o un computer per il montaggio sono artisti. Ma è anche vero che se nel nostro paese nascesse uno Spielberg o un Bill Viola nessuno se ne accorgerebbe se non i suoi amici su facebook, non i festival stantii, le tv paludate e le cineteche serrate.
Allora buttiamoci su QOOB se poi qualcuno è bravo se ne accorgerà il famigerato pubblico, sempre che non sia ormai stato tutto lobotomizzato dai pacchi della televisione del secolo scorso. _
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