SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
Il segreto della creatività è saper nascondere le proprie fonti.

Albert Einstein

Mutazioni sonore

Il viaggio in macchina nell’era contemporanea

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La musica pervade ormai la vita quotidiana, diceva qualcuno. I suoni, i rumori, i frastuoni, la musica nelle sue forme più svariate, "scandiscono le esperienze comunicative [...], modellano le pratiche sociali": un tappeto sonoro che interagisce con esse in modo più o meno positivo. A tal punto da spingere il Magazine del Corriere della Sera (n. 23, 5 giugno 2008) a stilare una lista delle città più fracassone, frutto di una inchiesta sui danni provocati da fonti sonore che superano una certa soglia di decibel (dal traffico ai locali notturni, dai concerti estivi alla marmitta che sbuffa, dal motore delle Harley alle sirene delle auto blu). Risultato: tutte le città sono fuorilegge. Soluzione: dobbiamo difenderci dal rumore!

L'inquinamento acustico è però ovunque: non solo nella dimensione macro delle città, ma si riproduce anche in microcosmi piccoli piccoli come possono essere gli abitacoli delle macchine! Quando per esempio si decide, dopo le innumerevoli fatiche della quotidianità, di aprire una parentesi e partire per un week end verso mete lontane dal "codice di avviamento postale nel quale si abita", anche il viaggio in macchina può essere parte integrante della vacanza, tranquillo, riposante e soprattutto silenzioso! Grandi e meritati silenzi con il tuo compagno/compagna di viaggio. Non c'è bisogno di scomodare la Route66, Jack Kerouac, la beat generation o i grandi romanzi che hanno segnato la fortuna del "viaggio" nelle sue molteplici forme (fisiche, mentali, psichiche), metafora di un qualcosa di più del semplice avanzamento spaziale. La strada davanti a te, le valigie nel bagagliaio, lo stereo acceso se ci si ricordava il frontalino della radio e il pedale dell'acceleratore schiacciato non più a tavoletta perché ormai le classiche "partenze intelligenti" suggerite dai vari siti internet e tg hanno rovinato milioni di automobilisti previdenti: tutti consultano gli stessi "exit pool" stradali e ci si ritrova così sempre tutti alla stessa ora per andare tutti nello stesso posto. Il viaggio, si diceva, poteva essere tranquillo, riposante e soprattutto silenzioso. Ora non più. Nella società tecnologizzata, invece, il viaggio in macchina può subire uno dei peggiori attacchi sonori, un'inquinamento acustico che supera di gran lunga quello da diossina o da Pm10, come succede a chi incautamente prova ad abbassare il finestrino in galleria.


Vediamo perché:

1) lo stereo ormai è parte integrante del cruscotto della macchina (quindi, impossibile scordarselo), di serie con quattro casse comprensivo di dolby surround, woofer e subwoofer, che all'accensione della vettura parte automaticamente dimostrandoti di saper riprodurre le amplificazioni che Vasco usa ai suoi concerti.

2) Allo stesso modo di Kit di Supercar l'auto ha cominciato a parlare con segnali acuti e ripetuti che ricordano al guidatore (che crede) novello le cose che si è scordato di fare: possono essere, nell'ordine: la cintura di sicurezza, la portiera aperta, il bagagliaio semichiuso, il superamento del limite di velocità; il tutto accompagnato dal colpo secco della chiusura centralizzata che scatta automaticamente producendo un suono simile a un colpo sparato da un mitra Skorpion. Fino a che non gli si è dato retta, come ad un bambino viziato, i vari segnali acustici di avviso continuano in modo assordante a colpire il timpano del guidatore ed eventuale accompagnatrice, sfiorando la soglia di decibel consentita dalla legge e dalla medicina, oltre la quale il suono diventa dolore fisico.

3) A questo attacco sonoro, si aggiunge dulcis in fundo l'ormai mitizzato navigatore. È vero che ha salvato e continua a salvare migliaia di fieri maschi guidatori (che per contratto genetico devono conoscere tutte le direzioni, le autostrade, comprese le strade sterrate e quelle di campagna), sollevandoli dall'imbarazzante risposta alla domanda: "Ma caro, ci siamo forse persi?" che avrebbe rovinato non solo il viaggio ma l'intera vacanza, su cui si sarebbe riprodotta con velata ironia questa inettitudine stradale. Il navigatore monopolizza l'audio dell'abitacolo. Ti dice dove andare, ti fa voltare in strade inesistenti (se non è stato aggiornato alla partenza), ti segnala autovelox invisibili, ti fa fare inversione a ogni tuo sbaglio. Il tutto farcito da voci con cadenze e pronunce e fonemi che la tecnologia ha reso davvero all'avanguardia. Non più l'anonima voce metallica maschile e femminile (dimostrando fin dove la rivoluzione sessuale sia arrivata), ma calde e suadenti attrici e star dello spettacolo possono diventare i Virgilio personali e tascabili. Tutto ciò non produce solo distrazioni, ma anche deliri onirici che ti portano a dialogare e a chiedere una uscita (non autostradale) con la tua soubrette preferita, se riesci a fare il download della sua voce. A tutti, buon viaggio!!


P.s.: e non sperate che, scendendo dalla macchina, tutto questo possa finire. La tappa dell'Autogrill è un must di ogni viaggio, tra urla di bambini affamati, camerieri che cercano di capire chi ha ordinato una coca e un camogli e musiche in sottofondo immancabilmente anni sessanta.

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