Mutazioni sonoreIl viaggio in macchina nell’era contemporanea
La
musica pervade ormai la vita quotidiana, diceva qualcuno. I suoni, i
rumori, i frastuoni, la musica nelle sue forme più svariate,
"scandiscono le esperienze comunicative [...], modellano le
pratiche sociali": un tappeto sonoro che interagisce con esse in
modo più o meno positivo. A tal punto da spingere il Magazine
del Corriere della Sera
(n. 23, 5 giugno 2008) a stilare una lista delle città più
fracassone, frutto di una inchiesta sui danni provocati da fonti
sonore che superano una certa soglia di decibel (dal traffico ai
locali notturni, dai concerti estivi alla marmitta che sbuffa, dal
motore delle Harley alle sirene delle auto blu). Risultato: tutte le
città sono fuorilegge. Soluzione: dobbiamo difenderci dal
rumore!
L'inquinamento
acustico è però ovunque: non solo nella dimensione
macro delle città, ma si riproduce anche in microcosmi piccoli
piccoli come possono essere gli abitacoli delle macchine! Quando per
esempio si decide, dopo le innumerevoli fatiche della quotidianità,
di aprire una parentesi e partire per un week end verso mete lontane
dal "codice di avviamento postale nel quale si abita", anche il
viaggio in macchina può essere parte integrante della vacanza,
tranquillo, riposante e soprattutto silenzioso! Grandi e meritati
silenzi con il tuo compagno/compagna di viaggio. Non c'è
bisogno di scomodare la Route66, Jack Kerouac, la beat generation o i
grandi romanzi che hanno segnato la fortuna del "viaggio" nelle
sue molteplici forme (fisiche, mentali, psichiche), metafora di un
qualcosa di più del semplice avanzamento spaziale. La strada
davanti a te, le valigie nel bagagliaio, lo stereo acceso se ci si
ricordava il frontalino della radio e il pedale dell'acceleratore
schiacciato non più a tavoletta perché ormai le
classiche "partenze intelligenti" suggerite dai vari siti
internet e tg hanno rovinato milioni di automobilisti previdenti:
tutti consultano gli stessi "exit pool" stradali e ci si ritrova
così sempre tutti alla stessa ora per andare tutti nello
stesso posto. Il viaggio, si diceva, poteva essere tranquillo,
riposante e soprattutto silenzioso. Ora non più. Nella società
tecnologizzata, invece, il viaggio in macchina può subire uno
dei peggiori attacchi sonori, un'inquinamento acustico che supera
di gran lunga quello da diossina o da Pm10, come succede a chi
incautamente prova ad abbassare il finestrino in galleria.
Vediamo
perché:
1)
lo stereo ormai è parte integrante del cruscotto della
macchina (quindi, impossibile scordarselo), di serie con quattro
casse comprensivo di dolby surround, woofer e subwoofer, che
all'accensione della vettura parte automaticamente dimostrandoti di
saper riprodurre le amplificazioni che Vasco usa ai suoi concerti.
2)
Allo stesso modo di Kit di Supercar l'auto ha cominciato a parlare
con segnali acuti e ripetuti che ricordano al guidatore (che crede)
novello le cose che si è scordato di fare: possono essere,
nell'ordine: la cintura di sicurezza, la portiera aperta, il
bagagliaio semichiuso, il superamento del limite di velocità;
il tutto accompagnato dal colpo secco della chiusura centralizzata
che scatta automaticamente producendo un suono simile a un colpo
sparato da un mitra Skorpion. Fino a che non gli si è dato
retta, come ad un bambino viziato, i vari segnali acustici di avviso
continuano in modo assordante a colpire il timpano del guidatore ed
eventuale accompagnatrice, sfiorando la soglia di decibel consentita
dalla legge e dalla medicina, oltre la quale il suono diventa dolore
fisico.
3)
A questo attacco sonoro, si aggiunge dulcis in fundo l'ormai
mitizzato navigatore. È vero che ha salvato e continua a
salvare migliaia di fieri maschi guidatori (che per contratto
genetico devono conoscere tutte le direzioni, le autostrade, comprese
le strade sterrate e quelle di campagna), sollevandoli
dall'imbarazzante risposta alla domanda: "Ma caro, ci siamo forse
persi?" che avrebbe rovinato non solo il viaggio ma l'intera
vacanza, su cui si sarebbe riprodotta con velata ironia questa
inettitudine stradale. Il navigatore monopolizza l'audio
dell'abitacolo. Ti dice dove andare, ti fa voltare in strade
inesistenti (se non è stato aggiornato alla partenza), ti
segnala autovelox invisibili, ti fa fare inversione a ogni tuo
sbaglio. Il tutto farcito da voci con cadenze e pronunce e fonemi che
la tecnologia ha reso davvero all'avanguardia. Non più
l'anonima voce metallica maschile e femminile (dimostrando fin dove
la rivoluzione sessuale sia arrivata), ma calde e suadenti attrici e
star dello spettacolo possono diventare i Virgilio personali e
tascabili. Tutto ciò non produce solo distrazioni, ma anche
deliri onirici che ti portano a dialogare e a chiedere una uscita
(non autostradale) con la tua soubrette preferita, se riesci a fare
il download della sua voce. A tutti, buon viaggio!!
P.s.:
e non sperate che, scendendo dalla macchina, tutto questo possa
finire. La tappa dell'Autogrill è un must
di ogni viaggio, tra urla di bambini affamati, camerieri che cercano
di capire chi ha ordinato una coca e un camogli e musiche in
sottofondo immancabilmente anni sessanta.
|
Articoli correlati:
|