SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
Non mi sognerei mai di mettre dei doppi vetri alle finestre, perché amo tutti i suoni.

John Cage

Il silenzio è d'oro

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- Il silenzio è d’oro - una delle prime regole imparate all’oratorio, una delle più enigmatiche ed efficaci dell’infanzia, non ha portato bene ai nostri politici.

Certo ad ascoltarli, ora che sono tornati a parlare, pare che tutti abbiano vinto. A vederli paiono tutti sorridere come se avessero di fronte delle giganti uova pasquali. Ma a leggere attentamente i risultati sembrano gli ospiti del Titanic che ballano e ridono mentre vanno tranquillamente verso l’iceberg. Il silenzio mediale imposto alla tv pubblica è stato un boomerang per la politica politicante che ha portato ancor più fama, credito e contrattoni ai Santoro di turno e voti a quelli che si voleva zittire, cancellare, snobbare. Sul suono della politica recente ci è capitato già una volta di scrivere che diventa sempre più autoreferenziale, concentrato su individualità autoritarie.

Un suono sempre più privo di rumori di fondo, quelli della gente, delle piazze della realtà. Anche nelle manifestazioni orchestrate ad arte per la tv si sente la sola voce dei leader che dal palco ben microfonati suggeriscono persino gli slogan, come fossero capi ultras. Alla fine però contando su un credito di pubblicità, già speso durante tutti i periodi dell’anno, i politici hanno scommesso sul silenzio. Un silenzio falso a ben guardare perché questi signori inossidabili notabili dell’etere occupano quotidianamente i salotti televisivi pontificando, sentenziando su tutto, dal prezzo delle zucchine nei mercati rionali alla fine del mondo del 2012. I loro visi ceronati sempre eterni come fossero figurine della panini, le loro voci amplificate non sono mancate in queste settimane da par condicio silenziosa, anzi. Gli argomenti poi quelli mancano anche quando parlano… Nessuna nostalgia, magari qualche pensiero in più. Ma il silenzio ha davvero giovato ai professionisti della parola insignificante, a questi fautori del chiasso televisivo? Badate il 47 per cento degli elettori non è andato a votare. Sono il primo partito italiano. Badate che in Emilia e in Piemonte, i cosiddetti grillini, i più censurati e silenziati dai media, sono risultati i veri vincitori. A nulla vale etichettarli come anti politici perché tali non sono basterebbe ascoltare o meglio leggere i loro argomenti. Suggerirei di guardare al non voto come un silenzio degli offesi per non dire degli innocenti e le prospettive diventano un po’ più preoccupanti. In ultimo un pensierino sulla Mercedes Bresso che per una parola sfuggitale di fronte a una vecchietta no-tav ha perso quei pochi punti percentuale che l’avrebbero nuovamente fatta vincere in Piemonte. Avesse frequentato qualche oratorio avrebbe ricordato la regola d’oro di fronte agli anziani, ai più grandi, soprattutto quando questi sono arrabbiati - il silenzio è d’oro - signora mia!

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