Giallo in S. Petronio
indagine su una acustica fuori controllo
Giallo in San PetronioIndagine su un acustica fuori controllo
Il 4 ottobre, a Bologna si
festeggia S. Petronio, un'occasione in più per visitare questa bella città,
gustare un piatto di tortellini e osservare uno degli esempi tangibili di come
l'interazione con lo spazio determini lo sviluppo di una estetica musicale, la Basilica di S. Petronio, per l'appunto.
Siamo alla fine del '300. Bologna
è un libero comune che in Europa vanta una gran fama, anzitutto per l'Alma
Mater Studiorum, poi per la fiorentissima industria tessile. La città dalle
molte torri però è molto vicina allo Stato Pontificio, che poi l'annetterà nel
1507.
I Bolognesi, però non smetteranno
mai di gareggiare con Roma per l'autorità in materia di musica e diritto. Nel
1388 il Comune da incarico all'architetto Di Vincenzo della costruzione di una basilica più grande di San Pietro in
Vaticano. Per farlo si spazzano via case, una piccola chiesa e un teatro. Il
progetto non fu mai completato. Il furto del modellino unito alle alterna
fortuna dlle casse comunali rallentò i lavori in maniera esponenziale. Nel 1562
il Papa fece erigere la costruzione dell'Archiginnasio eliminando ogni sogno di
transetto per la chiesa Comunale.
Senza i volumi del transetto l'acustica è
come imprigionata e raggiunge 12" di riverbero. Valori da palazzetto dello
sport! Nessuno penserebbe di poter creare un centro musicale in un ambiente
sonoro così ostico ma la Cappella di S. Petronio, istituita da papa Eugenio IV
nel 1436, divenne subito e per molto tempo un importante e influente centro
musicale.
Francesco Martellotta, cercatore del
politecnico di Bari, è responsabile di un programma di ricerca sull'acustica
dei luoghi di culto, i cui risultati sono esposti nel libro Worship,
Acoustics, and Architecture (Multi science publishing). "La chiesa di S.
Petronio - dice Martellotta - per la sua eccezionale grandezza (è la quinta tra
le chiese più grandi del mondo) ha una acustica eccezionale. Il suo riverbero
che va dai 10 al 12". Questo tempo di riverberazione altissimo si bilancia un
po', 5", sulle frequenze alte, tuttavia è, in un certo senso, impensabile non solo che si sia fatta
musica ma che abbia potuto far scuola". Eppur fu proprio grazie a questa
acustica che il concerto barocco trovò la sua definizione.
Questa storia ha i risvolti di un
giallo la cui soluzione richiede una minuziosa raccolta di prove.
Il
personaggio chiave della vicenda fu Maurizio Cazzati, direttore e riformatore
della cappella di S. Petronio dal 1657 al 1651. Da dove veniva? cosa trovò in
S. Petronio che non era possibile trovare in nessuna altra Chiesa? In quale
modo riuscì a riformare la Cappella dando al concerto barocco nuove sonorità?
Come per ogni giallo che si
rispetti, per conoscere la soluzione bisognerà attendere. L'investigatore
convocherà salotto tutti le persone coinvolte in una pubblica conferenza, "S.
Petronio e il concerto barocco" che si terrà venerdì 14 novembre presso
l'Università Popolare di Ferrara info 05329762275 - 349211942. I lettori sono invitati.
Su
Sounday Times in prossima pubblicazione il resoconto dettagliato, nel compunto
stile del colonnello Hastings.
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