SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
Dopo il silenzio ciò che si avvicina di più nell'esprimere ciò che non si può esprimere è la musica.

Aldous Huxley

Teatri lirici in agitazione

Salta la prima della Carmen al Teatro Comunale di Bologna

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La prima della Carmen al Teatro Comunale di Bologna prevista per questa sera, 11 maggio, non andrà in scena, le 14 fondazioni liriche italiane sono in stato di agitazione. Continuano le proteste al decreto di riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche. L'incontro tra i sindacati e il Ministro Bondi tenutosi il 6 maggio non ha portato alcun cambiamento rispetto alle posizioni delle parti coinvolte, sindacati e lavoratori dello spettacolo da un lato e Ministero per i Beni e le Attività Culturali dall'altro. Sembra non ci siano più margini di trattativa e ognuno rimane ancorato alle proprie convinzioni. Il Ministro Bondi che avrebbe il compito di mediare per trovare una soluzione sembra essere interessato solo all'affermazione delle scelte politiche del governo in questa controversa materia. Ci limitiamo a constatare che il Ministro è lo stesso che si rifiuta di rappresentare il proprio Paese al festival del cinema di Cannes solo perché sarà proiettato un film a lui non gradito. Mi riferisco, ovviamente, al film di Sabina Guzzanti Draquila che sarà presentato a Cannes fuori concorso. Il commento del Ministro della Cultura francese, Jack Lang, sulla posizione presa dal suo omologo italiano, "ha una strana concezione della libertà", la dice lunga sull'immagine che danno all'estero i nostri rappresentanti politici. I sindacati e i lavoratori dello spettacolo sono decisi a continuare la protesta per tutelare i propri diritti.

Rischiamo di essere in malafede, però, se tacciamo sull'esigenza effettiva di una riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche quasi tutte in perdita, nessuno può negare il consistente sbilanciamento tra costi e ricavi, i costi stratosferici per allestimenti faraonici pretesi da certe regie, produzioni che restano in scena per pochi giorni con un alto costo del biglietto penalizzando, inevitabilmente, gli incassi. A questo si aggiunge la politica degli abbonamenti portata avanti per tutti questi anni miope e poco lungimirante che ha finito per penalizzare un settore che è patrimonio culturale di tutta l'umanità. La musica così detta colta si è chiusa in un mondo, spesso autoreferenziale, di pochi privilegiati che possono permetterselo (il costo di un biglietto per una rappresentazione lirica può essere piuttosto elevato) lasciando fuori una gran quantità di potenziali fruitori, anche giovani.

Capire chi ha torto e chi ha ragione, schierarsi da una parte o dall'altra è impossibile in una faccenda così ingarbugliata e di difficile soluzione. Certo è che a essere penalizzati non sono solo i pochi privilegiati di cui sopra, ma tutti perché la cultura è un diritto che deve essere tutelato e garantito e la musica non deve essere un privilegio, ma un dono da cui nessuno può essere escluso e l'unica certezza che abbiamo è che attualmente nel nostro paese così non è. Gli addetti del settore, comprese le grandi star, con il Ministro dovrebbero cercare di immaginare un nuovo modo di fare cultura aperto veramente a tutti e per tutti con il lavoro sinergico dello Stato e dei privati. I finanziamenti pubblici alle attività culturali sono un dovere di ogni Stato, ma non possono bastare, anche i privati possono giocare un ruolo determinante nella promozione della cultura e gli investimenti in questo settore se fatti con lungimiranza e competenza saranno certamente proficui. Ci vorrebbe solo un po' di buon senso, di buona volontà e rispetto per i diritti dei cittadini che spesso sono ignorati.

Ho letto su qualche articolo che il sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna Marco Tutino è l'ispiratore del Decreto della discordia. Da quando il sovrintendente Tutino è al Comunale è possibile per i non abbonati acquistare i biglietti per le rappresentazioni liriche senza problemi, parlo da appassionata che si è vista per anni precludere la possibilità di poter fruire di questo tipo di rappresentazioni. Prima della sovrintendenza Tutino il Teatro Comunale di Bologna era territorio di esclusiva pertinenza degli abbonati, trovare un biglietto fuori abbonamento impossibile, salvo che non sì fosse disposti a levatacce per mettersi in lista per un biglietto di loggione neanche certo. Tutto questo con il sovrintendente Tutino è finito, finalmente, e i cittadini bolognesi che vogliono godersi una serata di relax andando a sentire magari la propria opera preferita, anche se non abbonati, possono farlo senza levatacce e acquistando comodamente il biglietto on line da casa o direttamente alla biglietteria quando più gli aggrada. Il sovrintendente Tutino ha aumentato i giorni degli spettacoli delle rappresentazioni offrendo, anche, prezzi diversificati dando l'opportunità a chiunque ne abbia voglia di godere del grande piacere che vedere e ascoltare un'opera dal vivo può donare. Inoltre il sovrintendente ha aperto le porte del Comunale a giovani cantanti e direttori d'orchestra.

Non voglio schierarmi dalla parte di nessuno, ripeto, ho solo riportato la mia esperienza di appassionata di opera lirica e certamente i lavoratori del Comunale che stanno occupando la sovrintendenza ormai dal 27 aprile hanno le loro buone ragioni. Per ascoltarli e capire le loro motivazioni questa sera, 11 maggio alle 19.45, i cittadini che vogliono saperne di più sono invitati al Teatro Comunale, si parlerà della riforma e si informerà la cittadinanza sui motivi della protesta. La serata continuerà con musica da camera offerta dai musicisti e dai cantanti del coro, alle 20.30 eseguiranno brani della Carmen sotto la direzione di Michele Mariotti.

 

 

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