SOUNDAY TIMES


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Dall’albero del silenzio pende per frutto la tranquillità.

anonimo

Music of the brain

musica contro l'insonnia

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Secondo AIMS l'Associazione Italiana Medicina del Sonno ben 12 milioni di italiani soffrono di disturbi del sonno e non solo. La mancanza di sonno o sonno irregolare e discontinuo può causare problemi collaterali come irritabilità, nervosismo, perdita di memoria e sindromi depressive.

 

Capita a tutti prima o poi di passare una nottataccia. Ci giriamo e rigiriamo nel letto, ma niente non riusciamo a addormentarci. Le proviamo tutte, contiamo le pecore, accendiamo il televisore, beviamo una tazza di latte caldo, tutto pur di trovare pace in qualche ora di sonno ristoratore.

Se poi l'increscioso inconveniente diventa cronico siamo davvero nei guai.

La soluzione? Il solito sonnifero o sedativo di turno. Le cose, però, potrebbero cambiare, anzi stanno già cambiando. Gli scienziati del Centro Disturbi del Sonno dell'Accademia Medica I. M. Sechenov di Mosca all'inizio degli anni '90 hanno studiato l'attività elettrica del cervello che si esplicita in onde cerebrali registrabili con l'elettroencefalogramma (Eeg). Gli impulsi elettrici prodotti dal cervello sono unici per ogni individuo, con ampiezza e velocità diverse per ognuno e si modificano secondo lo stato in cui la persona si trova, sonno, veglia, calma o stress.

 

Partendo da questa ricerca gli scienziati russi hanno sviluppato una tecnica Music of the brain che consente a chi soffre di disturbi del sonno di migliorare o addirittura risolvere i propri problemi. In cosa consiste questa tecnica?  Il neurologo russo Iakov Levin ha messo a punto un algoritmo capace di convertire le onde cerebrali, registrabili con Eeg, in musica. Ogni nota prodotta dalla "musica del nostro cervello" ha la sua specificità: il DO ha effetti benefici in caso di depressione e disturbi circolatori, il RE ha effetti sull'apatia, favorisce l'eliminazione delle tossine e aiuta a perdere peso, il MI agisce contro il mal di testa, il FA agisce su traumi, spossatezza e allergie, il SOL migliora la concentrazione, il LA attenua l'agitazione, il SI ha effetto sui disturbi ghiandolari e nervosi.  

 

 

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Roberto Giussani esperto della tecnica in Italia spiega che si tratta di un lavoro sinergico tra neurologi, matematici ed esperti di programmazione software che cercano di tradurre il ritmo delle onde cerebrali rilevate con Eeg in una melodia capace di portare armonia. Ogni individuo avrà la sua, unica ed esclusiva. Trasformare le onde del proprio cervello in onde sonore armoniche e rilassanti è semplice: al paziente è richiesto di compilare due questionari, uno sul sonno e sullo stato d'animo e un altro sullo stile di vita, si procede con Eeg per registrare le onde cerebrali e, a questo punto, si mette al lavoro il team di esperti che trasforma l'attività del cervello in note musicali, realizzando un vero e proprio spartito che sarà suonato al pianoforte, risultato lo strumento più idoneo per questa tecnica. La melodia è masterizzata su CD e consegnata al paziente che dovrà ascoltarla prima di addormentarsi per 2/3 settimane consecutive.

 

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Music of the brain interviene sulle diverse fasi del sonno riequilibrandole, scioglie le tensioni e allenta le preoccupazioni, anche pregresse, il cui accumulo è di ostacolo ad un riposo che sia realmente rigenerante.

Nello stato di veglia sono attive le onde beta che hanno una frequenza di 20 Hertz, nello stato di rilassamento l'attività cerebrale rallenta, le onde sono più distanti, lente, più definite e ampie. Sono le onde Alfa che hanno una frequenza tra gli 8 e i 13 Hertz, alle onde Theta corrisponde un rilassamento ancora più profondo, siamo allo stadio del sonno profondo e del sogno, con una frequenza di 5-6 Hertz. In fine ci sono le onde Delta, siamo allo stadio del sonno senza sogni, con una frequenza di 3-4 Hertz.

Ciò che conta veramente per riuscire ad avere i benefici che il sonno apporta all'organismo e alla psiche non è la quantità, ma la qualità del riposo quotidiano. Non è importante dormire tanto, è fondamentale curare la qualità del nostro sonno, anche poche ore di sonno qualitativamente buono riescono ad apportare gli effetti di riposo e di energia di cui si ha bisogno per affrontare una nuova giornata.

 Music of the brain ha una conseguenza positiva anche sulla riduzione dello stress perché influisce sulla parte del cervello che è sede della creatività e dell'intelligenza intuitiva.

Sono sempre più numerosi gli studi scientifici che confermano che il suono e la musica, come ci insegnano gli antichi rituali, possono essere una risorsa inestimabile.

Un gruppo di studiosi del Dartmouth Collage, nel New Hampshire ha identificato l'area del cervello che ci fa apprezzare la musica. Questa parte del cervello si situa nella corteccia cerebrale prefrontale, in pratica poco dietro la nostra fronte, dove passano anche le connessioni del sistema nervoso centrale atte alle funzioni della memoria, a breve e a lungo termine e alle emozioni.

Questa "vicinanza" spiega, forse, il potere della musica di attivare emozioni e sensazioni. E' da dimostrare, ma a noi piace crederlo.

 

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