SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
La chiave di tutte le scienze è senza dubbio il punto di domanda.

Honoré de Balzac

Diritto d'autore e Creative Commons

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Ieri sera a Bologna durante il corso Audio Digitale e Software Libero organizzata da Paolo Patruno e Davide Branchini per   BfSF presso la sede di Radio città Fujiko si è parlato di Diritto d'Autore e di Creative Commons, con una introduzione della sottoscritta e un'audio conferenza di Simone Aliprandi.

Vorrei riprenderne i concetti e fare alcuni commenti

Il diritto d'autore tutela la sua libertà creativa dell'individuo, tanto che al pari di molti diritti personali è in alcuni suoi aspetti (la titolarità) inalienabile.

Le  Licenze CC non modificano questo principio ma offrono diversi strumenti per poterlo esercitare.

Lo sviluppo della tecnologia di fissazione, produzione e diffusione dell'opera creativa, oggetto del diritto d'autore, ha prodotto la definizione di nuovi strumenti giuridici in grado di tutelare i diritti degli attori del complesso gioco della produzione intellettuale. Un gioco che si anima con le competenze di artisti, tecnici, imprenditori, cui la legge e il diritto d'autore riconoscono diverse titolarità in base al ruolo svolto nel processo creativo.

 

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CC è proprio uno di questi nuovi strumenti. Come con molta precisione ha spiegato Aliprandi, CC è una combinazione  di licenze ovvero di deroghe al diritto d'autore. Mentre l'esercizio del diritto d'autore vedeva l'unica possibilità di cedere i diritti patrimoniali, derivanti dalle riproduzioni del prodotto creativo, CC consente di spezzare il diritto in 4 parti tra di loro combinabili.

 

Fatto salvo, infatti, il diritto della titolarità della creazione - attribuzione (BY) sono compresi il diritto all'integrità - non opere derivate (NO), utilizzo commerciale - Non uso commerciale (NC) e il diritto a concedere la propria opera per altrui modifiche a patto che l'opera modificata sia rilasciata secondo le stesse condizioni scelte dall'autore originale - condividi allo stesso modo - (SA).

Quest'ultimo è l'aspetto più affascinante e poetico del pacchetto. Questo matriarcale sistema di condivisione, diffusione, amplificazione dei saperi, è spesso scambiato per il tutto. Invece il CC prevede anche la licenza in cui è possibile concedere ad altri di modificare il prodotto, quindi implementarlo, ma anche di tenersi i diritti di sfruttamento del prodotto stesso.

 

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"Tu ci vendi tutti i diritti e noi faremo di te un divo da Hit parade!"

E' un ritornello che rimane di moda. Aumentano su internet e sui canali televisivi, piattaforme pensate per accogliere gratuitamente opere creative (dal banale form  6 come 6 di Italia1 al radicalchic  Quoob tv) dove gli editori (Mediaset, MTV, Telecom etc) usano i prodotti per raccogliere pubblicità o per strumentali effetti di marketing.

La realtà contemporanea è senza dubbio complessa. Pensare di riconoscere a qualsiasi autore di un video che va su youtube diritti di riproduzione è forse impensabile. Impensabile è anche non riconoscere agli autori alcun che. I giuristi si trovano alle prese con uno di quei fantastici periodi storici in cui gli scenari della percezione legale cambiano. Gli altri devo imparare a navigare a vento. Chi meglio conosce gli strumenti del mercato meglio saprà utilizzarli per i suoi scopi: alfabetizzare il mondo, farlo ridere, farlo piangere e/o fare soldi con queste tutte cose.

E nel dubbio, però leggere sempre le note in piccolo.

 

 

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