SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
Non si può capire la musica senza capire la società, non si può capire la società senza capirne la musica.

Franco Fabbri

Intervista a Sergi Jordà

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Quest'anno ho avuto la fortuna di conoscere Sergi Jordà e di frequentare i suoi corsi di "Interpretazione musicale con mezzi elettronici" presso la Escola Superior de Musica de Catalunya a Barcellona.

Per chi non lo sapesse Sergi Jordà è l'inventore della Reactable, strumento futuristico di cui abbiamo già parlato in questa ed altre sedi e che, in questa eperienza catalana, abbiamo avuto modo di provare presso il MTG (Music Tecnhology Group) dell'Università Pompeu Fabra di Barcelona.

Jordà da sempre impegnato nella ricerca di nuove forme di interfacce per l'interazione uomo-macchina ci ha dedicato un po' del suo tempo per un'intervista esclusiva in cui ci parla del suo lavoro e degli sviluppi della Reactable.

 

 

FI: Quale è il tuo lavoro, come ti definisci?

 

SJ: Io sono investigatore e professore di informatica presso l'Universita Pompeu Fabra e il mio ambito di lavoro stà tra quella che è la computer music e la human computer interaction. Mi occupo soprattutto dell'interazione tra l'uomo e il computer per fare musica dal vivo.

Non è facile definirsi con due parole, sono musicista, studio fisica, sono informatico, però io direi che la parola che mi piace di più è "inventore" o anche liutaio digitale

 

FI: Come è iniziato il tuo interesse per questo ambito?

 

SJ: E' una storia che risale a tanto tempo fa...Coincisero due cose. All'epoca stavo studiando fisica e suonavo il sax, un giorno grazie agli studi di fisica scoprii l'informatica.

Quello che meno mi piaceva del sax era la pratica quotidiana ripetitiva: fare scale, esercizi e tutto quello che è necessario per dominare qualunque strumento. Dal momento in cui scoprii i computer, l'informatica e la programmazione pensai che questi mezzi potessero fare cose ripetitive meglio che le persone e con minore sforzo. Ci fu anche un terzo fattore: nello stesso anno (1984) uscì un disco Mister Heartbreak di Laurie Anderson all'interno della copertina vidi una foto dell'analisi di Fourier nel monitor di un computer. Da quel momento decisi di dedicarmi a questo.

 

FI: Come è nata l'idea della Reactable?

 

SJ: La Reactable nasce nel 2003 dopo 15 o 20 anni dalla sua idea e dopo 12 di progettazione e realizzazione.

Già verso la fine degli anni '80 facevo cose dal vivo con il computer, nel 2003 stavo scrivendo la tesi e facevo una revisione della mia vita e mi resi conto che sapevo abbastanza cose per iniziare a costruire una cosa del genere da zero, dal principio...una cosa che potesse andare bene per suonare dal vivo con il computer. Dopo questa idea avevo già la soluzione teorica in una notte

 

FI: Ma perchè? per fare una cosa più umana?

 

SJ: Non proprio, era tutta la vita che cercavo di fare cose più umane... diciamo più flessibile. Uno dei problemi dei nuovi strumenti digitali e dei controller è che vanno bene per alcune cose ma non per altre e soprattutto non per tutto. Trovarne uno che possa andar bene per tutto è impossibile, ma cercavo qualcosa che fosse quasi tanto flessibile come può esserlo un software. Con i software si possono fare tantissime cose e i controller che io avevo visto, anche quelli più alternativi, facevano bene solo una piccola cosa e io volevo una cosa che fosse sufficientemente versatile quasi come un laptop e questa idea di versatilità si combinò l'idea di sintetizzatore modulare che mi pareva fosse una delle cose più interessanti degli ultimi quaranta anni.

 

 

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FI: Da chi è formato il team che lavora alla Reactable?

 

SJ: L'idea fu mia ma subito mi resi conto che avevo la possibilità di costituire un equipe e queste persone erano già disponibili, quasi aspettando di lavorare a questa idea. Bisognava inventare qualcosa perché queste persone potessero iniziare a lavorare.

Una di queste persone era Günter Geiger, che aveva lavorato molto alla versione di puredata per Linux, Martin Kaltenbrunner che stava studiando per il dottorato al MTG Music Technologic Group (UPF) dove già io lavoravo.

Iniziammo noi tre, poi da li a poco si unì Marcos Alonso allora ancora studente.

 

FI: Perchè avete usato il sistema ReactiVision? per il vostro strumento?

 

SJ: All'inizio non sapevamo quale tecnologia utilizzare, poi scoprimmo che questo sistema permetteva di utilizzare numerosi oggetti, aveva poca latenza, precisione, permetteva di utilizzare lo spazio...

gli altri sistemi di visione che cercavamo di utilizzare non erano ottimizzati per quello che cercavamo noi

 

FI: Quale è stata la reazione degli addetti ai lavori e delle case costruttrici di strumenti musicali all'uscita della Reactable?

 

SJ: All'industria sembra sempre una buona idea però siamo stati due anni a parlare coll'industria e abbiamo perso due anni, poi ancora un'altra grande impresa del settore sembrava molto interessata alla produzione ma non si veniva mai al dunque, quindi abbiamo pensato di costruirla noi.

Yamaha che collabora coll'MTG ci ha subito detto che l'idea era interessante ma che sarebbe stato complicato realizzarla e che comunque già avevano in mente di sviluppare il Tenorion... Poi è stata la volta di un'altra industria che sembrava interesta ma alla fine non se ne è fatto niente e abbiamo fatto per nostro conto.

 

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FI: Quali sono gli ultimi sviluppi della Reactable?

 

SJ: Abbiamo messo su un'impresa ma la Reactable non è mai finita perché stiamo cambiando l'hardware, la struttura, affinché possa essere più leggera, più portatile, più resistente, più facile da montare, e allo stesso tempo stiamo cambiando tutto il software e stiamo facendo delle migliorie in tutto.

 

FI: Reactable non girerà più su puredata?

 

SJ: No. Sara tutto in C++

Abbiamo inziato con puredata perché era lo strumento che alcuni di noi usavano bene, soprattutto Gunter. All'inizio doveva servirci per fare il prototipo perché PD è più rapido per questo genere di cose, poi saremmo passati a C++, intanto però Reactable è cresciuta sempre di più rimanendo in PD ed ora quasi nessuno, eccetto Günter, sa gestire il codice di Reactable, e poi se si inizia a vendere è meglio utilizzare un'applicazione compilata che una a programmazione per oggetti cablati.

 

FI: Hai visto in rete la versione della Reactable con Ableton Live?

SJ: No, ma so che ci sono molte cose di questo tipo, molti progetti di gente che stà facendo controllatori con reactivision e molti usano Live oltre a Max e Puredata

 

FI: Perché avete scelto di sviluppare Reactable su Linux e che altre versioni ci sono?

 

SJ: Si, abbiamo iniziato con Linux, poi abbiamo realizzato una versione multipiattaforma ma adesso la maggior parte girano su Mac.

In effetti la versione migliore e più sperimentata era quella su Linux quindi quando Bjork affittò una Reactable le dammo un portatile con Linux. Tutto andava bene finché un giorno ci chiamarono con urgenza perché si era rotta una scheda del notebook, non si riusciva ad accendere e non trovavano un ricambio nel posto dove erano per un concerto, cioè in sudamerica. Quel giorno quindi fecero il concerto senza la Reactable e ci dissero di fare una versione per mac perchè avevano un armadio pieno di Macbook. Quindi facemmo la versione per Mac e anche noi adesso usiamo quella perché è uguale ma forse più semplice.

 

FI: Le Prossime dimostrazioni e concerti?

SJ: Ce n'è una ogni settimana in giro per il mondo. In Italia saremo presenti il 5 settembre alla Magnolia Parade di Segrate (MI) per una presentazione della Reactable.

 

 

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