SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
La musica scava il cielo!

Charles Baudelaire

Piccolo concerto di campane

Soundscape composition a Locorotondo per il Festival dei Sensi

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In Locorotondo, nella magnifica valle d'Itria (Puglia) il 24 agosto, al rintocco della prima ora dopo mezzogiorno, si potrà ascoltare il “Piccolo concerto di campane” da me composto per la VI edizione del Festival dei Sensi con la direzione artistica di Milly Semeraro. La performance si arricchisce di un excursus letterario sul tema delle campane dell'attore Brizio Montinaro. La messa in opera della partitura sarà realizzata con il prezioso contributo di Giuseppe Bellucci  (Echi e luci) e il suo staff.

 


Locorotondo che nel nome e nella forma caratteristica fa rima con mondo e quindi girotondo, con quelle case dai tetti appuntiti di tegole, è il luogo fatato per questo gioco acustico a quattro voci (11 parti) + 1.
Grazie alla disponibilità del parroco Franco Pellegrino, è stato così possibile mettere a punto un intrattenimento campanario che avrà la durata di mezz'ora dallo scocco della campana dell'una, durante il quale oltre al concerto di campane si ascolteranno letture e riflessioni di e con Brizio Montinaro che sul terrazzino della chiesa della Madonna del Soccorso farà sentire la sua campana tradizionalmente azionata a mano.

Suoneranno le campane delle 4 chiese San Giorgio, l'Addolorata, la Madonna della Greca e la chiesa di San Rocco. Quattro campanili (per 11 campane) disposti, molto favorevolmente a trapezio. Le campane di bronzo saranno azionate tramite sistema elettronico azionato da tre tecnici - campanari della ditta Suoni e luci, cordinati dal titolare Giuseppe Bellucci.

 

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L’idea nasce a Bologna durante una passeggiata con Milly Semeraro. "Mi piacerebbe che nel programma del Festival dei Sensi, quest'anno dedicato al cielo, ci fosse un gioco sonoro di campane. E' possibile, secondo te?". “Si, se troviamo un luogo compiacente…”. Detto fatto l’energica Milly propone il progetto al parroco della chiesa Madre di San Giorgio, Franco Pellegrino che accetta volentieri. In pratica, per me, un invito su una tartana (le nozze mi deprimono), creare un'immersione acustica in una suggestione di bronzo, pensante, denso ma anche lieve come l'ondeggiare di una gonna. E proprio gonne di metallo brunito mi sono sempre parse le campane.

Nel gioco, le bambine roteano il vestitino ad imitare il mondo. Nel gioco che taluni chiamano "mondo" lo schema che con il gesso si disegna per terra, ha la forma di una campana, e con questo nome infatti è anche noto il gioco in molte parti d'Italia. Lanciando il sasso da 'terra' (prima casella) verso il 'cielo' (ultima casella), si sale e si scende con centinaia di abili variazioni sul tema del saltare nelle caselle senza toccare le righe. Così si esplora il proprio corpo e la propria agilità rimanendo fermi in uno spazio di appena 2 metri quadri. Cosi la campana forma cerchi di suono che marcano, come un confine acustico, il piccolo mondo del villaggio, ieri; della parrocchia, oggi.

Nel gioco le bambine si dondolano sull'altalena ripetendo, senza saperlo, il gioco funebre in onore di una giovinetta che si era tolta la vita impiccandosi ad un albero. Cosi la campana segna pensosa e dolente le ultime ore in colpi dispari per le donne e pari per gli uomini (nella tradizione di Locorotondo, almeno).

Mi sono innamorata del suono delle campane durante il soggiorno a Matera. Nel magnifico gioco acustico della Gravina il linguaggio delle campane univa spiritualità e praticità scandendo con uguale serietà gli inviti allo spirito e quelli al corpo. La sveglia, il mezzogiorno, i vespri, le messe, il ritiro della sera. Come nella canzone di Edith Piaf, Les trois Cloches, la campana scandisce il tempo della giornata a metafora del tempo della vita.

Ondeggiando la gonna di bronzo la campana danza nell’aria: è qualcosa di fisco che colpisce il corpo e lo fa vibrare.

Dindalò dindalò, le campane di Nardò una sale l’altra scinne l’altra mozzica le piccinne”.

Cosi mi cantava mia nonna facendomi dondolare su e giù dalle sue ginocchia. Una vecchia nenia campanara di cui forse si è, vagamente, ricordato anche Caparezza nella sua Dindalé.

 

Le campane sono elemento centrarle di un paesaggio sonoro che ci determina. Se la vibrazione crea la materia l'effetto delle campane sulla vita degli uomini, delle piante e degli animali, non dovrebbe essere secondario.


Nella nostra installazione lavoriamo sugli armonici del MIb, del SIb, del RE del FA alla ricerca non solo di un racconto ritmico ma cercando di generare un effetto gioiosa energia. La combinazioni di queste voci riempirà il centro di Locorotondo ma l'effetto acustico non sarà uguale in nessun punto. Le note di bronzo si rincorreranno nei vicoli giocando con gli spazi. La performance si potrà ascoltare stando fermi o passeggiando, fancendosi comunque sorprendere dal gioco delle voci e dei rimbalzi sonori e dagli effetti coordinati da uno straordinario complice, special guest che non ha ancora confermato la sua presenza, il vento.

 

 

Piccolo pensiero di Campane di Ilaria Mancino

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Donne di Dedalo, si dondolano /
nelle campagne a ritmo di campane, /
Sagge oscillano sull'abisso dell'infinito / che è sotto di loro. Sanno /
che non è prudente abbandonare /
la trave della casa e lanciarsi /
oltre l'isocrono andare e venire, sempre /
uguale nelle tante variazioni. Sanno /
che quello che deve espandersi è l'onda/ del loro desiderio che conquista territori, /
che scuote i cuori, che richiama a se i vivi e i morti./
Vanno e vengono, incessantemente/
ed immobili nel cerchio /
del tempo benedetto da Apollo.

Più avanti sacrestani impazziti /
scuotono i batacchi, si scompigliano /
le vesti urlando, con voce di bronzo /
il terrore di essere /
al mondo sotto l'infuriare /
di un'umanità subestetica che non ondeggia /
come le maree, o i rami nel vento, che non vuole e non sa /
aspettare le stagioni, che non attende/ l'alba, ma spezza il tempo e uccide. /
Ignara di ogni palpito va avanti senza/
il rimbalzo, l'attesa, il gioco dell'andare e venire. E prosegue falcidiando /
ogni ostacolo, sulla retta dell'infinito / con il suo lineare, asettico verso: /
BIP BIP BIP BIP

 

 

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