Vedere, ascoltare, cambiare prospettiva è quello che propone Céleste Boursier-Mougenot che ricerca il potenziale musicale in ogni cosa.
A 50 anni dalle intuizioni di Cage si continua a cercare un ordine del caos o meglio a tentare di ispirare la casualità.
E' quello che fa Céleste Boursier- Mougenot in questi giorni a Milano con l'intallazione interattiva From here to ear (version 15).
Protagonista della performance un passeraceo, il diamante mandarino. Un uccello originario dell'australia robusto e socievole. Il suo nido campeggia al centro di uno spazio ove le chitarre eletriche sono tarsformate in posatoi. L'uccellino ci vola sopra, becca, zampetta interagendo con il sistema sonoro predisposto dando vita ad una composizione sonora casuale.
Boursier- Mougenot ha studiato al Conservatorio di Nizza ma ha via via spinto la sua ricerca verso l'oggetto sonoro escluso dall contesto della sua quotidianità e performizzato. Dai primi anni '90 infatti la sua verve compositiva è andata orientandosi verso l'arte visiva ed espone in musei gallerie e spazi espositivi.
Forse ispirato dalle Triplettes de Belville l'artista francese si lasciato sedurre dal fascino degli oggetti come aspirapolveri e stoviglie trasformandole in fisarmoniche, o fluttuanti strumenti a percussione.
Si gioca con i suoni come su indicazione del caro zio Luigi (Russolo) mettendo in sequenza i suoni degli oggetti o registrando suoni di strada e ricomponendoli riadattandoli.