SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
Preoccupati del significato, e il bel suono verrà da sé.

Lewis Carroll

Potenza SoundScapeS l'isola del tesoro

finisce l'avventura continua l'esperienza

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La conclusione di Potenza SoundScapeS è come la fine di un avventura. Stanchi felici e più ricchi di prima, per lo meno di esperienze, i nostri eroi tornano a casa. Il tesoro sepolto non rimarrà inerte fino ad un prossimo ritrovamento, ricerca osservazione studi, lasciano lo spazio a nuove scoperte e ad un nuovo modo di sentire la città, ma anche di vivere la propria quotidianità. “Ho scoperto un modo diverso di giocare, - dice la piccola Vittoria, che ha partecipato al workshop ei bambini - non sapevo si potessero raccontare le storie con i suoni”. Abbiamo chiesto a Stefano Zorzanello di commentare i risultati di Potenza SoundScapeS.

L'esperienza di Potenza Soundscapes è stato da un lato un modo per entrare in contatto con alcune realtà organizzative (Arte in transito, Tragitti sonori, Art Factory Basilicata) che da tempo si occupano con notevole sforzo e impegno scientifico allo studio di problematiche inerenti al vivere la città contemporanea sotto diversi profili, dall'urbanistica alla filosofia, passando per le arti performative ed applicate; innumerevoli sono le attività e i laboratori promossi in questi ambiti.

E' sufficiente dare uno sguardo al loro sito arteintransito.com per vedere l'estensione di questo approccio; non sono molte le realtà che tentano per così dire un approccio unitario alla problematica della città contemporanea, e questo tipo di lavoro mi sembra decisamente lodevole; da un altro lato è stato un modo per conoscere, anche se in piccola parte ma molto ben rappresentata, le risorse umane che il territorio potentino offre, i giovani interessati nel nostro caso specifico alle tematiche del paesaggio sonoro e delle sue possibili ricadute nei campi dell'estetica e dell'ecologia; in fine è stata una opportunità di ascoltare alcuni sounscapes lucani, di Potenza e dintorni che non hanno mancato di rivelare aspetti di interesse e fascino sonoro.

 

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Che tipo di risposta hai avuto dalla cittadinanza?

La risposta della cittadinanza è stata buona, sia nella partecipazione ai workshop, (20 bambini e 15 adulti) assidua e volenterosa, dato che i giorni sono stati tra i più caldi dell'anno, ed alcune attività di rilevamento sonoro si sono svolte all'aperto in pieno giorno. Il pubblico che ha partecipato alle iniziative di presentazione di A dip in the lake e alla sua "performance", ha reagito con curiosità ed interesse, avvicinandosi e chiedendo ulteriori informazioni. Le persone incontrate durante soundwalk e rilevamenti sonori si sono dimostrate molto disponibili, sia per quanto riguarda l'accesso in zone di proprietà privata, sia per il clima cordiale generalmente offerto. In pochissimi casi, che rientrano nella normalità in questo tipo di esperienze, i nostri registratori hanno destato sospetto e reazioni negative, sempre tuttavia civili ed educate.

Era quello che ti aspettavi?

in qualche modo sì, o meglio era ciò che speravo, dal momento che tutt'oggi la tematica del paesaggio sonoro genera curiosità e interesse. Le reazioni sono le più eterogenee, da chi si limita a dire toh guarda esiste anche un paesaggio sonoro, non ci avevo mai pensato  prima, a chi prende la questione con più interesse ed inizia a elaborarla in maniera personale.

E' pronta la mappatura sonora della città?

Siamo ancora in fieri! Il brano "A dip in the lake" di John Cage originariamente concepito "for Chicago and Vicinity", e qui, come previsto dalla partitura, interpretato "for Potenza and Vicinity" che prevede il sopralluogo su 427 punti della città scelti casualmente e raggruppati per percorsi a 2 a 3 a 4 punti (10 Quickstep, 61 Waltzes, 56 Marches) è stata in circa 2 giorni realizzata soltanto parzialmente. 

L'intenzione è, comunque, di concludere il progetto entro l'anno. Stiamo lavorando ad una fase intermedia, sfruttando, all'interno del sito di Arteintrasito, l'interfaccia di Googlemaps dove le bandierine gialle rappresenteranno i siti dove è stato effettivamente realizzato il sopralluogo e la registrazione e quelle verdi i siti ancora da visitare.

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Qual è il suono più bello che hai scoperto a Potenza?

Un paio di suoni mi hanno colpito più di altri. Uno non particolarmente rappresentativo ma bello in quel "qui e ora", una cigolante saracinesca di negozio, abbassata durante l'orario di chiusura, mossa dal vento in un clima sonoro statico da centro storico addormentato alle quattro del pomeriggio in un sabato di luglio accaldatissimo, a cui rispondevano in contrappunto pochi cinguettii di uccelli il suono di qualche motore lontano. Un suono rappresentativo di un equilibrio incerto rurale-industriale dato da insetti vari, cicale e uccelli sopra il bordone prodotto dalla tensione alternata di una centrale elettrica in "Contrada Caira", quartiere alla periferia di Potenza.

Questo suono segna il limite tra ciò che era campagna "incontaminata" e non è ancora "città", un suono che si riscontra più volte nelle zone marginali, o dove la città si apre a spazi vasti ancora da edificare (come spesso le zone dei cimiteri ad esempio) interessanti perché mostrano una identità doppia, in trasformazione, statica ed instabile al tempo stesso.

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