Pietro Grossi, conversazione radiofonicaAlber Mayr, Stefano Zorzanello e Roberto BarbantiPietro Grossi e la sua anticipatrice percezione sociologicoa artistica sarà il tema di una conversazione condotta da Chiara Brilli con Albert Mayr, Stefano Zorzanello e Roberto Barbanti sulle frequenze di Controradio lunedì 22 Febbraio. Una splendida occasione per approfondire, attraverso i commenti e le storie di chi, come Albert Mayer è stato suo collaboratore, la conoscenza di un musicista che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo degli studi italiani di fonologia.
Nato a Venezia nel 1917, Pietro Grossi si diploma a Bologna e segue una ufficiale carriera di violoncellista. Trent'anni nell'orchestra del Maggio Musicale, quarant'anni d'insegnamento al conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze. La scoperta della computer music, tuttavia lo induce ad intraprendere un percorso parallelo nella sperimentazione.
Nel 1963, infatti, fonda, con mezzi propri (ovvero in casa), lo Studio di Fonologia Musicale di Firenze S 2F che nel 1965 viene trasferito presso il Conservatorio di Firenze dove Grossi inaugura la prima cattedra di musica elettronica d'Italia.
Grazie a collaborazioni con Olivetti e IBM, è tra i primi al mondo a far suonare un computer!
"....Ho preso il quinto Capriccio di Paganini, ho perforato le schede e, fatto il pacco di schede, consegnate al computer, il computer le suonava. Il computer ha suonato subito alla perfezione il testo che gli avevo dato, e immediatamente dopo, ho potuto fare di quei suoni quello che volevo. Questo per me era un salto incredibile. E' stata un'emozione straordinaria....."(Pietro Grossi Settembre 1967)
Le foto che lo ritraggono mostrano un professore serioso e severo, tuttavia il suo pensiero è assolutamente anticonvenzionale e anticipa di molto le tendenze sociologiche implicite nella diffusione dei personal computer.
La condivisione, il lavoro a distanza, l'opera collettiva erano già nella mente di Grossi prima che la tecnologia offrisse la possibilità di realizzarle. "Il computer, diceva, ci libera dal genio altrui ed accresce il nostro". E sottolineava la grande rivoluzione culturale insita nella capacita di fruizione e manomissione dell'opera d'arte.
E' il trionfo della Homeart, (concetto teorizzato dallo stesso Grossi) o, come dico io, della capanna addobbata che restituisce all'individuo il controllo del suo spazio "creativo/decorativo".
Leggere i contributi on line, pubblicati dall' Associazione che porta il suo nome, può dare, a chi ancora non lo conoscesse, un'idea della carica umana della valenza scientifica, della apertura creativa, di Pietro Grossi.
Cosa Conversazione su pietro Grossi
Dove "approfondimenti" rubrica radiofonica di Controradio (FM 93.6 FI PO PT . FM 98.9 PI LU LI) o sul sito in streaming
Quando lunedì 22 febbraio ore 11.32
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