SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
La musica è una matematica che s’ignora.

Gottfried Wihelm Leibniz

Otium ludens: i paesaggi sonori vesuviani di Synaulia

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Otium ludens è una mostra archeologica che comprende 200 reperti tra affreschi, stucchi ed oggetti, tutti provenienti dalle ville marittime di Stabiae, la città campana sepolta dall'eruzione del Vesuvio che nel 79 d.C. distrusse anche le città di Pompei ed Ercolano.

 

La mostra, che è stata inaugurata a Ravenna il 13 marzo, conosce un successo senza precedenti che ha costretto l'ottima organizzazione a predisporre nei weekend due turni fissi di visita (alle ore 10.30 e alle ore 15.30).

Il merito, va anche alla scelta di sonorizzare l'esposizione con un paesaggio sonoro creato da Synaulia, un gruppo di studiosi che ricerca suoni e modi della musica antica.

Non si tratta di un commento musicale con qualche effetto di vento e di acqua ma di una vera e propria ricerca scientifica tendente al recupero e alla disposizione dei suoni "ritrovati" per recuperare un'idea sufficientemente approssimativa del paesaggio sonoro delle ville di Stabiae.

"In queste poche decine di minuti - dice Walter Maioli, direttore di Synaulia - lo spettatore, attraverso i suoni, compie un viaggio più che virtuale, "interiore". Si parte dal mare, all'alba, sulla straordinaria costa boscosa stabiese che si eleva a picco a ben 1400 metri di quota, per poi scendere a volo di uccello, tra fonti, selvagge foreste, antichi orti e giardini con gorgoglianti fontanelle, canneti al vento che sospirano, come la ninfa syrinx, e il popolus il pioppo tremolo, che fruscia come un assembramento di persone, appunto un popolo".

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Il lavoro di ricostruzione del paesaggio sonoro delle antiche ville di Stabiae va di pari passo con la ricerca archeologia. Da un lato la lettura degli affreschi, poi la ricostruzione architettonica che racconta la dimensione spaziale in cui si espandevano i suoni. "In generale, per quanto paradossale possa sembrare, il suono è un protagonista della pittura - spega Maioli - Negli affreschi sono rappresentati gli animali canterini, uccelli in primis ma anche le cicale, i grilli e poi le fontane i platani mossi dal vento. La disposizione di questie sonorità sulla parete si può leggere come una partitura spaziale dove, alcuni suoni sono in primo piano altri, sullo sfondo".

La casa romana era un gioco di spazi chiusi e aperti ovvero, dal punto di vista acustico, un affascinante movimento di piano / forte e di diverse risonanze. "Il silenzio era un valore anche nell'antica Roma - racconta Maioli - Noi abbiamo voluto ricreare la dimensione acustica di villa romane in cui si alternano ambienti creati per avere silenzio e suoni ammorbiditi da spazi architettonici che isolano, evidenziano e convogliano suoni e voci gravi o acute. Nel giardino, i suoni degli strumenti musicali si fondono con le sonorità della natura, mentre nelle stanze, prendevano consistenza secondo la capienza degli ambienti e la disposizione delle pareti".

Molti gli oggetti sonori evidenziati: l'acqua che gocciola nell' impluvium, fontane, giardini interni dove i topiari esercitavano la loro arte e che ospitavano ogni sorta di uccelli e su tutti l'usignolo. L'usignolo pompeiano è un punto di riferimento sonoro imprescindibile è citato in poesia e in pittura, come si vede anche nella mostra. "Dopo numerosi anni di ricerca - continua Maioli - abbiamo trovato, abilmente nascosto tra i più intricati rovi che circondano i ruderi, un pronipote di quel medesimo usignolo "pompeiano", dipinto anche nella villa rustica di Gragnano denominata della "Caccia al cinghiale", e lo abbiamo inserito assieme ai grilli, le cicale, le locuste e le rane del centro Italia, per creare quel vero "Notturno Vesuviano" tanto caro ai visitatori di ogni epoca".

Oggi, il progetto di ricostruzione delle ville di Stabiae comprende anche l'allocazione delle piante originali che consentono la ricostruzione dell'ambiente faunistico. "Grazie a quest'opera di ricostruzione, - dice Maioli - in collaborazione con la Sovrintendenza siamo riusciti a registrare un ambiente sonoro molto simile all'originale. Il nostro intento è quello di ricostruire un percorso d'ascolto con suoni naturali senza interventi elettroacustici"

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Il paesaggio sonoro fedelmente ricostruiti dal laboratorio Synaulia in Stabiae diretto da Walter Maioli, comprende anche la musica che è una compagna impartante della vita della casa romana come testimoniano le raffigurazioni di strumenti e strumentisti negli affreschi. In questo paesaggio sonoro vesuviano, possiamo ascoltare, come fossimo seduti nel giardino di Villa San Marco, anche il suono di alcuni strumenti musicali dell'antichità. "Soprattutto si odono le vibrazioni della lyra, lo strumento mitico e allegorico, molto rappresentato e descritto nel mondo epico, pastorale e nei banchetti - spiega il direttore di Synaulia - La lyra archetipa è composta da un carapace di tartaruga ricoperta da una pelle, con tese le corde di budello su due bracci costituiti da corna".

Ed è così che la sentiamo riecheggiare lontana suggestione di un epoca senza peccati, in una ricostruzione poetica e scientifica, nel complesso di San Niccolò che ospita la mostra Otium ludens.

Ravenna è l'unica tappa italiana di un tour internazionale di questi tesori di Stabilae che dopo il museo dell'Ermitage di San Pietroburgo e il Museum of Art di Hong Kong, raggiungerà Stati Uniti, il Canada e l'Australia. Già The Times l'ha giudicata la migliore mostra del 2008, non perdetela.

Sede: Complesso di San Nicolò - Via Rondinelli 6 - 48100 Ravenna

Periodo: 14 marzo - 4 ottobre 2009

Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.30

Biglietti: intero € 4 euro, ridotto € 3

Sito internet: otiumludens.stabiae.com

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