SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
Lo spirito è uno strumento con una certa gamma di toni, al di là dei quali si sente un silenzio infinito.

John Tyndall

L'Animalogica dei sintetizzatori

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Animalogica è l'appuntamento ormai consolidato della Bologna che cerca nella morbidezza delle sonorità vintage, ma non solo, le ispirazioni per progettare il futuro, almeno quella della musica. "L'idea che è alla base di Animalogica  - spiega Alessandro Lupo, alias NoctivagaMusica, direttore artistico - è quella di creare uno spazio reale dove musicisti e appassionati, collezionisti e bricoler del suono, possano scambiarsi opinioni, commenti ma anche esperienze concrete sugli strumenti". Il pubblico dello spazio Raum di via ca' selvatica a Bologna, è stato quanto mai vario, per ambiente, formazione culturale e perfino di età, dai 16 al 60 anni. Il vintage e l'analogico in generale torna di moda tanto nel design e nell'abbigliamento quanto in esperienze sensoriali come questa proposta da Animalogica. Riascoltare vecchi modelli, crearne altri su vecchie suggestioni, animare di nuovi suoni vecchi giocattoli è una sorta di macchina del tempo che sembra unire le generazioni attorno al cotè estetico legato agli anni '60-'70 dove cioè  socio politicamente si erano separate. In esposizione di piccole grandi collezioni, manie da collezionisti, imperdibile esperienza chironomiche sul Tehremin, etc.. etc..

In esposizione sintetizzatori modulari Eurorack e Synthesizer.com, Korg ms10, Alesis ion, il versatile Crumar DS 2 e BIT99, Korg Triton Extreme, Paia Fatman, Doepfer Dark Energy, Minimoog Voyager, Roland D50, Roland Gaia e il Clavia Nord Modular G2 fino alle supertascabili scatole sonore del nostro Fabio Iaci, passando per i giocattoli risonorizzati di Giorgio Rossini

 

Gli incontri

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Tre appuntamenti seminariali. Il primo, alle ore 11, di Giorgio Rossini l'ingegnere umanista che con shakespeariana suggestione, ha proposto un divertente excursus sul circuit bending. Molto rumore per nulla è stato il titolo di questo incontro sul concetto a molti noto fin dall'infanzia, quello della distruzione creativa, dall'approccio di Reed Ghazala, padre del circuit bending fino alle esperienze contemporanee illustrate attraverso video, riferimenti a siti web e con i lavori presentati ed esposti dello stesso Rossini.

 

Alle 13 Enrico Cosimi, ha parlato con la consueta verve delle virtù del Minimoog Voyager, disvelando al giovane pubblico segreti e bugie di questo Grande Classico, come lui stesso lo ha definito, esplorandone i fondamenti dell'ideazione storica e, nel dettaglio, le potenzialità di utilizzo e i limiti.

Alle ore 15 Silvio Relandini direttore dell'IITM (Istituto Italiano Tecnologie applicate alla Musica)  ha affrontato uno dei temi più golosi del sound design: il cinema. In particolare si è soffermato sull'utilizzo della tecnologia analogica a supporto della colonna effetti, illustrando come ricampionando i suoni di synth analogici e manipolandoli con effetti digitali sia possibile creare tessiture sonore perfette per suggestioni acustiche di sfondo, utilizzate soprattutto in pellicole di fantascienza e horror.

 

 

Il concerto

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Ore 21 su video (stop motion) di Elisa Campagnaro, Enrico Cosimi, alias Tau Ceti  ha elaborato con live electronics un soffice drone in cui le suggestioni soniche si evolvevano lentamente e costantemente come i corpuscoli stellari della costellazione nominata, stimolando un soffuso, delicato processo emotivo.

 

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