Concepiamo la sintesi come una somma di elementi fisici: colore, suono, movimento, tempo, spazio, la quale integri una unità fisico-psichica. L'essere si manifesta integralmente, con la pienezza della sua vitalità. Colore Suono Movimento.
L'annunciata fine della storia, che ha percorso il secolo scorso da Kojève a Fukuyama, ha avuto come corollario la fine del futuro. Prima di tutto nella riqualificazione del futuro anteriore, come se il futuro non potesse più essere previsto che dalla gente del passato, poi nel diluirlo in un presente esteso che cosi' facendo inglobi il passato. Il post-modernismo ha portato avanti questo lavoro di erosione e non è l'autoproclamato altermodernismo che lo salverà.
DigitaLife sarà l'occasione di proporre una visione decomplessata del futuro: senza ingenuità ma senza gravità. un futuro accettato. questo futuro vedrà l'abbandono di tali tendenze di civilizzazioni ad allontanarsi dall'iniziale apprendimento globale del mondo, che noi ricordiamo come le pitture "immersive per essenza" delle grotte pittoriche, tendenza verso un apprendimento sempre più focalizzato, quello del predatore: il bersaglio, la cornice, ii quadro per finire allo schermo dell'ultimo secolo. esso vedrà sia un ritorno, sia un'estensione di questo apprendimento iniziale del mondo più globale attraverso lo sviluppo di nuovi supporti. Tutte le opere verranno presentate nell'ambito di DigitaLife per la prima volta in italia, se non sarà per la prima volta in europa o nel mondo. alcune opere si avvarranno delle tecnologie più compiute: l'immagine stereoscopica 3d, l'immersione a 360 gradi, l'interattività, come quelle sviluppate per l'avie concepito da Jeffrey Shaw, oppure attingendo alla Grecia antica come Jean Michel Bruyère con la dispersion du fils, attorno al dramma di Atteone descritto in una delle metamorfosi di Ovidio o in un'astrazione delle più nebulose come Ulf Langheinrich con Alluvium. Saranno anche presentati due principi di immersione più fisici , se non più materiali: matrix ii, il labirinto di erwin redl fatto di diodi sospesi con una tale precisione che il cervello dei visitatori non riesce ad ammettere che lo spazio nel quale è appena penetrato sia "reale" e si rifugia perciò nella percezione di tale spazio come puramente virtuale. Altri artisti sostituiranno al classico schermo nuovi supporti: ad esempio, in Ondulation di Thomas Mcintosh con Emmanuel Madan e Mikko Hynninen, la vibrazione sulla superficie dell'acqua in una grande vasca induce i movimenti dei riflessi luminosi. seguiranno poi i nove acquari di life-fii... di ryuichi sakamoto e shiro takatani dove l'immagine si rivela solo nello spiraglio tra la superficie dell'acqua e la foschia che la sovrasta. Infine, due artisti si impegneranno a rendere palpabili le basi stesse della nostra società d'informazione: i pixel, presentati da Christian Partos sotto la forma fisica di specchi o da Julien Maire tramite la loro proiezione senza artifizi. quest'ultimo arriverà a far esplodere una videocamera in ricordo dell'attentato al comandante Massud che annunciò questo futuro nel quale siamo già immersi.