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Sono le parole più silenziose,quelle che portano la tempesta.Pensieri che incedono con passi di colombaguidano il mondo.

Friedrich Nietzsche, da Frammento Postumo

Manifesto del Silenzio

di Stuart Sim

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Stuart Sim insegna Teoria Critica presso l'University of Sunderland (GB). Ha scritto molti libri tradotti in molte lingue, si è occupato di letteratura e di globalizzazione, di bisogni dell'uomo contemporaneo e della necessità di essere critici. Questo "Manifesto per il silenzio" è uno studio sociologico e critico degli aspetti essenziali del silenzio e della sua antitesi, il rumore.

Naturalmente non si parla mai di silenzio come l'improbabile verificarsi di una assoluta totale assenza di suoni ma di quella percezione culturale di basso livello di rumore di fondo.

 

Il libro, pubblicato da Feltrinelli e tradotto da Adele Olivieri, è diviso in due parti.  La prima  su "Politica e la cultura del silenzio", la seconda su "Le virtù del silenzio".

Sim analizza i diversi tipi di rumore e gli effetti che essi hanno sulla vita degli abitanti di questo frastuonato villaggio globale. Sim parla di rumori naturali, quelli di un uragano o di un temporale e quelli che costituiscono lo scenario artificiale, gli aerei, il traffico, i gorghi sonori che si formano attorno ai grattacieli che fanno si che il rumore di fondo della città di New York  ad esempio, sia paragonabile "allo sbendaggio di grandi giganti in agonia" (Malcolm Lowry).

 

I rumori svalutano la nostra vita sia dal punto di vista commerciale, le aree rumorose sono anche le zone più degradate della città, che dal punto di vista esistenziale. Il rumore soggioga il mondo non solo come corollario "indispensabile" della modernità ma anche come strumento di controllo e sottomissione. Non tutti sanno che, ma Sim lo spiega con molta precisione, il rumore è abbondantemente utilizzato nelle strategie militari, e con molta "soddisfazione" perché non fa morti e non fa martiri ma direttamente vinti.

 

L'utilizzo massiccio del rumore nelle strategie politiche è un problema che riguarda la tutela della dignità e anche dell'essenza umana. "Il governo israeliano - scrive Sim - insiste sull'aspetto leggero e preciso della sua strategia, sostenendo che le bombe acustiche sono più umane degli esplosivi, in quanto non provocano vittime. Le autorità palestinesi, invece, denunciano l'alto numero di aborti spontanei e infarti causati da questi attacchi (...). Subito dopo i bombardamenti le cliniche di Gaza vedono affluire bambini sotto i sedici anni che mostrano sintomi come crisi d'ansia, enuresi, spasmi muscolari, perdita temporanea dell'udito e difficoltà respiratorie".

La guerra del rumore è già iniziata. Sonic Bullet, Uav ( "veicoli senza piloti,  che producono un rumore che non si dimentica facilmente e che intimidisce e ammattisce la popolazione con quello che i torturatori chiamano rumore bianco") tattiche come lo shock and awe "meritano -  continua Sim - l'appellativo di inumane perché il loro obiettivo è costringere l'individuo alla sottomissione trasformandolo in un rottame farfugliante".

 

Il silenzio è una necessità dell'individuo che filosofia, religione, letteratura, arte contribuiscono a sottolineare. Il silenzio affina il pensiero e contribuisce a concepire con chiarezza immagini e pensieri. Il silenzio favorisce la percezione dello spazio e migliora la sensazione propriocettiva dell'essere umano. Sostenere il silenzio, ovvero aderire al Manifesto del Silenzio, significa fare qualcosa per migliorare non solo la qualità della vita ma anche la percezione del suo senso, solo le macchine, infatti, possono sopportare il rumore.

"La consapevolezza del rumore - dice Sim - è qualcosa che può e deve essere insegnata!". Del resto, come ha osservato lo stesso studioso britannico "fino a pochi anni fa, bandire il fumo dai locali pubblici sembrava impossibile oggi è una realtà in molti Paesi".

 

 

Manifesto del silenzio

di Stuart Sim

Giacomo Feltrinelli editore - Collana: Serie bianca / Saggistica

Pagine 192 - Formato 13,5x20,5 - Anno 2008

ISBN 9788807171505

 

 

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