SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
Sogno strumenti che obbediscano al pensiero e che, con una fioritura di timbri insospettati, si prestino alle combinazioni che mi piacerà imporre loro e si pieghino all'esigenza del mio ritmo interiore.  

Edgar Varèse

L'audiovisione

Suono e immagine nel cinema

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di Michel Chion

Editore Lindau

Torino 1997

 

 

Ci sono dei libri, i buoni libri, che paiono dirci quello che già sapevamo, per istinto, esperienza, educazione, solo che lo dicono in una forma nuova, tale da rivelare connessioni mai sospettate tra le cose a noi intorno.

 

Ci sono libri, i buoni manuali, che organizzano lo scibile in regole scientifiche, utili semplificazioni e suggerimenti artistici, artigianali, pratici.

 

E infine vi sono libri da cui poi non si può più prescindere: i classici.

 

Il libro di Michel Chion "L'audiovisione, suono e immagine nel cinema", edito in Italia dalla Lindau, è un ottimo libro, un imprescindibile manuale per chiunque voglia avvicinarsi alla magica combinazione tra suono e immagini che genericamente chiamiamo cinema. Un classico, utile non solo a chi vuole impegnare il suo tempo nella creazione audiovisiva ma anche a chi vuole sviluppare una fruizione più cosciente e intensa di ciò che guarda nel suo elettrodomestico catodico, nel suo LCD, nel suo Ipod. Tutti oggi dovremmo saper leggere un audiovisivo come leggiamo un libro o almeno un fumetto.

 

Anche se non vediamo i film o video da sempre, anche prima che inventassero il sonoro, noi audio-vediamo, in un intreccio sensoriale, ontologicamente inscindibile. L'audio-visione, quella intensa percezione che riesce a trasformarci in suppellettili da divano con pantofole, risponde a meccanismi, tecnologie e regole sottilissime di creazione in continua evoluzione, definizione.

 

I concetti di resa, fedeltà, acusmatico, deacusmatico, presenti nel libro e non troppo aiutati dalla traduzione italiana, possono a prima vista spaventare il lettore, ma la capacità, quasi anglosassone di Chion nello spiegare in maniera semplice la complessità, ci conduce nell'argomento con molti esempi, aneddoti da backstage e casi limite.

Fino a spiegarci semplicemente che diegetico nel cinema è il sonoro che i personaggi avvertono ed extradiegetico è il suo contrario, la voce off, ad esempio. Fino a farci capire che deacusmatizzare significa semplicemente rivelare la sorgente del suono fino a poco prima invisibile nell'inquadratura.

Fino a che il concetto chioniano di "matrimonio forzato" ci sembrerà più chiaro di quello prescritto dal diritto canonico.

 

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