SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
Poco importano le note in musica, contano le sensazioni che esse producono.

Leonide Pervomaiski

Carta Canta - l'uso di riferimenti musicali in pubblicitĂ 

di Augusto Pasquali

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Con un mix di curiosità e pazienza in 20 anni Augusto Pasquali, musicologo precocemente scomparso 4 anni fa, ha raccolto pagine e pagine di pubblicità che utilizzano nel claim o nelle immagini riferimenti alla musica.

Questa raccolta singolare ma istruttiva è un libro + DvD dal titolo "Carta Canta" la cui pubblicazione è stata curata dal gruppo degli amici di Paquali a riconoscimento della passione intellettuale e del lavoro culturale di Augusto.

Regola prima di questa collezione singolare "la raffigurazione della musica nella sua più estesa definizione, a sostegno della pubblicità di prodotti non musicali"; l'assunto di fondo parte dall'osservazione su «come negli spot televisivi, anche nella pubblicità a stampa la sfera musicale viene frequentemente richiamata, utilizzando in maniera oltremodo disinvolta e approssimativa le sue suggestioni, il suo linguaggio, la sua spettacolarità».

 

Il volume raccoglie più di 350 annunci relativi al mondo musicale e di altre 120 pagine con riferimenti alla danza; e i contributi in forma di riflessioni e commenti su questa singolare antologia di Marina Maffioli Pasquali, Adriano Ruggero, Giordano Montecchi, Marco Ventura, Rosalba Deriu, Franca Mazzoli, Germano Mazzocchetti, Patrizia Tugnoli e Marcello Rossi, Marilena Pasquali, Alfredo Pasquali, Marina Maffioli ed una intervista a Giovanna Ori di Alessandro Baroni.

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Il ricco materiale raccoglie annunci a partire dagli anni ottanta e esplora un modo singolare di usare il sound design, il richiamo mentale, la corrispondenza personale. "Si tratta - come spiega lo stesso Pasquali, in un articolo pubblicato in Musica Scuola e riproposto nel libro - di una presenza a volte discreta, trasparente, difficile a notarsi, a volte chiassosa, invadente, prepotente: può essere il caso di un pianoforte che si presta maliziosamente a reggere una modella che si infila un paio di calze; oppure di un frusto gioco di parole sul concetto "armonie di sapori"; o ancora di un testimonial eccellente che garantisce, dall'alto della sua esperienza come direttore d'orchestra, della perfezione ritmica di un orologio".

 La ricerca esplora la percezione della musica nella cultura di massa ma offre interessanti spunti su come sia possibile attivare l'esperienza acustica anche in assenza di suoni.

 

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L'uso dei rimandi acustici nelle inserzioni pubblicitarie è un interessante esempio di marketing esperienziale applicato all'immagine. Attraverso il richiamo visivo (foto/disegno) i verbale alla musica o in generale ai contesti sonori (rumore/silenzio) si induce il lettore ad attivare una proiezione acustica interna, ad accendere un file musicale nel proprio cervello che va a commentare tutto il progetto pubblicitario. Sembra un mezzo più povero una tecnica di seconda scelta, un ripiego che nasce dalla povertà del mezzo, la carta stampata non può come il video accendere tutti i sensi. Eppure questo apparentemente povero escamotage consente di superare uno dei più grossi gap della comunicazione uditiva. La musica è infatti un linguaggio universale ma non univoco. Quello che per una persona è accattivante e rigenerante per un altro può essere noioso, una musica ritmata può in alcuni momenti della giornata dare fastidio a taluni e sorprendere positivamente altri e viceversa. L'immagine di un violino o di una chitarra invece viene associata dall'osservatore/consumatore alla musica che più gli piace, quella che egli stesso assocerebbe con più efficacia quel messaggio. Davanti alla rappresentazione grafica è l'osservatore che sceglie che musica ascoltare.

                       

 

 

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