SOUNDAY TIMES


Pubblicazione sul mondo del sound design
L'architettura è musica nello spazio, una sorta di musica congelata.

Friedrich W. Joseph von Schelling

Cold Case

Quando la musica non รจ solo colonna sonora

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L'inversione narrativa tradizionale diventa in questo telefilm inversione musicale, un'anacronia melodica per recuperare il passato, che aiuta più delle immagini, più dello stesso racconto. L'alterazione cronologica resa dai flashback, la non coincidenza tra storia e discorso, sono qui rese evidenti con l'utilizzo di hit che hanno contraddistinto i Sixities, i Seventies, gli Eighties e che hanno fatto da sfondo sonoro alla società americana di quegli anni, fino ad arrivare quasi ad un passato non più remoto ma prossimo in cui le note dei Rem (dei tardi novanta) o degli Oasis ne sono esempio.


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La vera protagonista di questo telefilm infatti non è la dolce e suadente Lily Rush (interpretata da Kathryn Morris, già vista anche in "Minority Report" e in un episodio di "Xena warrior princess"), e non è nemmeno la risoluzione del caso: ciò che fa da collante tra la storia, le indagini, i protagonisti e le vittime è l'elemento musicale, quello che banalmente (qui) si può chiamare colonna sonora, curata da Michael A.. Levine (la musica della sigla, "Nara", è composta da E. S. Posthumus)

Dopo CSI - Scena del crimine nella forma del trittico contemporaneo (Las Vegas, Miami, New York) e dopo Senza Traccia, Jerry Bruckheimer crea dunque un'altra crime story seriale in cui, ancora una volta, il tempo inteso come fattore, come dimensione, come narrazione, come elemento disturbante, come protagonista vicario, diventa elemento essenziale.

Il tempo però non corre in una continuità frenetica come le storie di Horatio e Grissom ci hanno abituato: in Cold Case diventa frammento, discontinuità, salto temporale. I casi non risolti (cold case, appunto) vengono riaperti dopo anni, e i detective cercano di fare luce sugli elementi che parevano irrisolti. La narrazione diventa così un inseguimento tra piano della contemporaneità e piano dell'anteriorità, un gioco tra presente e passato.

E in tutto ciò la musica diventa parte integrante della narrazione, si trasforma da semplice colonna sonora che accompagna a coprotagonista, da corollario a nucleo essenziale che guida il telespettatore nei passaggi temporali; la dimensione musicale vive nelle sequenze in cui i personaggi (vittime, testimoni o colpevoli assassini) da vecchi anziani seduti in poltrona (ri)vivono con la memoria le loro storie già vissute, aprono cassetti chiusi da tempo, in una alternanza e sovrapposizione visivo-musicale di continui flashback, in cui i volti (ora giovani-ora invecchiati) dei personaggi sono l'ultima testimonianza di questi salti temporali.



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Così, se è il 1976 l'anno in cui si indaga si ascolta "Dancing queen" degli Abba o "Last Dance" di Donna Summer, mentre le note di "True" degli Spandau Ballet o "Total Eclipse of the heart" di Bonnie Tyler marcano il 1983, come un segnalibro riporta alla pagina di un romanzo che si è chiuso; nel 1964 invece saranno le note di "Turn Turn Turn" dei Byrds a riempire il vuoto, e nel 1973 l'episodio non può che avvalersi dei brani tratti dalla colonna sonora del musical The Rocky horror picture show, continuando con Cyndi Lauper, Billy Joel, i Cure, Gloria Gaynor, Tears for Fears, Procol Harum, Roxette, Kool & the Gang, Duran Duran, tutti riutilizzati secondo un preciso rigore filologico.


[USA, 2003, V stagione - in corso, Cbs/ Italia, 2005 - in corso , Raidue]

Per vedere la scaletta dei due cd che compongono la colonna sonora della prima stagione: http://dl.phazemp3.com/157064/Cold_Case_-_Soundtrack/

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