Cold CaseQuando la musica non è solo colonna sonora
L'inversione
narrativa tradizionale diventa in questo telefilm inversione
musicale, un'anacronia melodica per recuperare il passato, che
aiuta più delle immagini, più dello stesso racconto.
L'alterazione cronologica resa dai flashback, la non coincidenza
tra storia e discorso, sono qui rese evidenti con l'utilizzo di hit
che hanno contraddistinto i Sixities, i Seventies, gli Eighties e che
hanno fatto da sfondo sonoro alla società americana di quegli
anni, fino ad arrivare quasi ad un passato non più remoto ma
prossimo in cui le note dei Rem (dei tardi novanta) o degli Oasis ne
sono esempio.

La
vera protagonista di questo telefilm infatti non è la dolce e
suadente Lily
Rush
(interpretata da Kathryn Morris, già vista anche in "Minority
Report" e in un episodio di "Xena warrior princess"), e non è
nemmeno la risoluzione del caso: ciò che fa da collante tra la
storia, le indagini, i protagonisti e le vittime è l'elemento
musicale, quello che banalmente (qui) si può chiamare colonna
sonora, curata da Michael A.. Levine (la musica della sigla, "Nara",
è composta da E. S. Posthumus)
Dopo
CSI - Scena del crimine nella
forma del trittico contemporaneo (Las Vegas, Miami, New York) e dopo
Senza Traccia,
Jerry Bruckheimer crea dunque un'altra crime story seriale
in cui, ancora una volta, il tempo inteso come fattore, come
dimensione, come narrazione, come elemento disturbante, come
protagonista vicario, diventa elemento essenziale.
Il
tempo però non corre in una continuità frenetica come
le storie di Horatio e Grissom ci hanno abituato: in Cold
Case diventa frammento,
discontinuità, salto temporale. I casi non risolti (cold
case, appunto) vengono riaperti dopo anni, e i detective cercano di
fare luce sugli elementi che parevano irrisolti. La narrazione
diventa così un inseguimento tra piano della contemporaneità
e piano dell'anteriorità, un gioco tra presente e passato.
E
in tutto ciò la musica diventa parte integrante della
narrazione, si trasforma da semplice colonna sonora che accompagna a
coprotagonista, da corollario a nucleo essenziale che guida il
telespettatore nei passaggi temporali; la dimensione musicale vive
nelle sequenze in cui i personaggi (vittime, testimoni o colpevoli
assassini) da vecchi anziani seduti in poltrona (ri)vivono con la
memoria le loro storie già vissute, aprono cassetti chiusi da
tempo, in una alternanza e sovrapposizione visivo-musicale di
continui flashback, in cui i volti (ora giovani-ora invecchiati) dei
personaggi sono l'ultima testimonianza di questi salti temporali.

Così,
se è il 1976 l'anno in cui si indaga si ascolta "Dancing
queen" degli Abba o "Last Dance" di Donna Summer, mentre le
note di "True" degli Spandau Ballet o "Total Eclipse of the
heart" di Bonnie Tyler marcano il 1983, come un segnalibro riporta
alla pagina di un romanzo che si è chiuso; nel 1964 invece
saranno le note di "Turn Turn Turn" dei Byrds a riempire il
vuoto, e nel 1973 l'episodio non può che avvalersi dei brani
tratti dalla colonna sonora del musical The Rocky horror picture
show, continuando con Cyndi
Lauper, Billy Joel, i Cure, Gloria Gaynor, Tears for Fears, Procol
Harum, Roxette, Kool & the Gang, Duran Duran, tutti riutilizzati
secondo un preciso rigore filologico.
[USA,
2003, V stagione - in corso, Cbs/ Italia, 2005 - in corso ,
Raidue]
Per
vedere la scaletta dei due cd che compongono la colonna sonora della
prima stagione: http://dl.phazemp3.com/157064/Cold_Case_-_Soundtrack/
|
Articoli correlati:
|